Agrigento, inchiesta Fondazione: Zambuto chiede rito abbreviato

AGRIGENTO. "Nomine illegittime alla Fondazione Pirandello": il sindaco Marco Zambuto chiede il giudizio abbreviato. La richiesta è stata annunciata ieri mattina dai suoi difensori, gli avvocati Antonino Gaziano e Giacomo La Russa. Non è stato, però, possibile formalizzarla perché Zambuto era assente e non aveva sottoscritto la procura ai suoi legali per consentire loro di accedere al rito alternativo. Si torna in aula l'8 maggio. Il giudice dell'udienza preliminare Francesco Provenzano ha annunciato che in quella data sarà anche emessa la decisione. Il giornalista Domenico Vecchio, altro imputato del procedimento, attraverso il suo difensore Nicola Grillo ha manifestato l'intenzione di proseguire con l'udienza preliminare: sarà adesso il giudice a decidere se rinviarlo a giudizio o disporre il non luogo a procedere. Zambuto e Vecchio sono accusati di abuso di ufficio e falso. Il sindaco, secondo la Procura, avrebbe abusato della sua carica di presidente della Fondazione affidando incarichi in maniera diretta e senza avere verificato "la congruità delle offerte o vagliato altri preventivi". In questo modo avrebbe provocato un ingiusto arricchimento patrimoniale a diversi professionisti. Un consistente filone delle indagini riguarda una decina di incarichi per la Sagra del Mandorlo del 2012. L'inchiesta, condotta dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dai pm Andrea Maggioni e Matteo Delpini, in un primo momento aveva portato all'iscrizione nel registro degli indagati di una decina di professionisti beneficiari degli incarichi. La loro posizione è stata stralciata e il gip, su richiesta della stessa Procura che aveva ritenuto chiarita la loro posizione sulla base degli interrogatori, ha archiviato il procedimento. Zambuto ha chiesto di essere interrogato al processo e ha chiarito alcuni aspetti procedurali spiegando soprattutto che molte decisioni sono state adottate "in maniera urgente perché gli incarichi dovevano essere affidati subito visto che la Sagra era alle porte e prima non era arrivato il finanziamento". Anche il capo dell'ufficio di Gabinetto Luigi Ruoppolo, interrogato in aula, ha difeso Zambuto e il giornalista ricostruendo alcuni passaggi della vicenda. Un'ulteriore contestazione di abuso di ufficio, ipotizzata a carico di Zambuto, è relativa all'avere affidato "autonomamente" ad un agente della Publikompass due incarichi di natura pubblicitaria. L'oggetto dei contratti, del prezzo di 3.000 euro ciascuno, consisteva nella stesura di "una intera pagina del quotidiano La Sicilia concernente l'attività della Fondazione Teatro Pirandello e un altro dal titolo "Una città cantiere proiettata nel futuro". Con questa campagna pubblicitaria - sostiene la Procura - Zambuto avrebbe procurato a se stesso un ingiusto vantaggio patrimoniale perché avrebbe ottenuto un profitto, una sorta di autocelebrazione "in periodo di campagna elettorale". Infine l'accusa di falso che è relativa all'attestazione della data di presentazione del curriculum del giornalista Vecchio che ricevette un incarico professionale ritenuto dalla Procura illegittimo per gli stessi motivi delle altre nomine. L'inchiesta, coordinata dai pm Matteo Delpini e Andrea Maggioni, è stata condotta sul campo dai finanzieri che hanno interrogato tutti gli indagati e raccolto materiale e documentazione riconducibile alla Fondazione.

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