Strade piene di buche, il Comune di Licata in giudizio

LICATA. Nelle ultime settimane il Comune ha appaltato alcune gare, affidando a ditte private il compito di rifare le strade dell’abitato. I cantieri, però, devono essere ancora aperti ed il manto stradale di moltissime arterie del centro e della periferia si presenta ancora in pessime condizioni. Ci sono buche dappertutto e da più parti arrivano lamentele circa la difficoltà a circolare, con auto e moto, nelle strade dell’abitato in queste condizioni.
Tra l’altro, proprio a causa delle condizioni in cui versano le arterie cittadine, continuano a fioccare richieste di risarcimento danni al Comune. L’ente viene citato in giudizio da cittadini che sono stati vittime di incidenti stradali. A provocare i sinistri, a loro dire, è stato il manto stradale dissestato. Da qui la decisione di fare causa a Palazzo dell’Aquila, chiedendo ai giudici di condannare l’ente a risarcirgli i danni subiti proprio a causa degli incidenti.
Un licatese ha fatto causa al Comune chiedendo il risarcimento dei danni fisici e materiali per un incidente di cui è stato vittima. Il sinistro si è verificato in via Nicaragua, nella periferia cittadina. Secondo il licatese a provocarlo è stata una buca presente nel manto stradale, da qui la richiesta di risarcimento danni al Comune. A decidere sarà il giudice civile della locale sezione staccata del Tribunale di Agrigento.
Una donna ha citato in giudizio il Comune in nome e per conto del figlio minorenne. Il ragazzo, mentre alla guida del proprio scooter percorreva la via Portalumi, è caduto facendosi male. Secondo la citazione presentata dalla madre la caduta è stata provocata da una buca sulla strada. La donna si è rivolta al giudice di pace chiedendogli di condannare il Comune a risarcire il figlio per i danni subiti a causa dell’incidente stradale.
Tanto in un caso, quanto nell’altro, il Comune si è costituito in giudizio per resistere alle richieste che sono state avanzate dai due ricorrenti. Le udienze avranno luogo davanti al giudice civile nel primo caso, e davanti al giudice di pace nel caso successivo.

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