Ribera, in Consiglio le case popolari Iacp: i proprietari cederanno le aree

RIBERA. Finisce in Consiglio comunale la vicenda della ricostruzione delle case popolari dell'Iacp che sono state fatte sgomberare diversi mesi fa per il rischio di “implosione”, dopo gli accertamenti tecnici fatti dall'Istituto autonomo case popolari di Agrigento, che negli anni '70 ha realizzato gli alloggi in questione nella zona della Circonvallazione nel quartiere di san Francesco di Assisi.
Il passaggio nella principale assise cittadina si consumerà giovedì sera, giorno in cui è stata convocata dal presidente Giuseppe Tortorici la seduta consiliare dopo la riunione dei capigruppo che hanno inserito altri punti all'ordine deel giorno, tra i quali quello relativo all'utilizzo di alcune case costruite abusivamente e passate nel patrimonio del Comune. La vicenda delle case popolari di via Largo Martiri di via Fani sarà discussa perchè, dopo diversi incontri, manifestazioni pubbliche, polemiche e conferenze stampa sull'argomento, si è riusciti a trovare un'intesa sulla questione legata al fatto che venticinque delle famiglie fatte sgomberare nel frattempo sono diventate proprietarie delle case, avendole riscattate. Perchè si possa arrivare al bando per l'aggiudicazione dei lavori di demolizione e di ricostruzione, che sarà possibile effettuare grazie ad un finanziamento concesso in due tranches dalla regione siciliana, prima ai tempi del governatore Raffaele Lombardo e più di recente ai tempi del governatore Rosario Crocetta, si è reso indispensabile che i proprietari di questi alloggi dessero la disponibilità a cedere il terreno sul quale sono state allora costruite dall'Istituto autonomo case popolari di Agrigento.
Cammin facendo su questo problema è sorta una dura contrapposizione tra uno dei legali dei proprietari (l'avvocato Francesco Montalbano) e l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Carmelo Pace, contrapposizione che una quindicina di giorni fa è stata superata. I proprietari degli alloggi chiedevano che le case da ricostruire fossero di 95 metri quadri e non di 75 metri quadri. Il legale dei proprietari ha insistito su questa tesi sostenendo che in base alla somma da utilizzare (circa dodici milioni di euro) e alla luce del sicuro ribasso che viene offerto in questi casi, si poteva arrivare a concedere questa possibilità. Dopo incontri in Regione sono arrivati i chiarimenti richiesti e così è ormai assodato che i proprietari avranno alloggi di 95 metri quadri, come pure un gruppo di inquilini (altri avranno alloggi di 75 metri quadri). Superata questa fase l’Iacp, che nel frattempo, con i suoi tecnici ha predisposto il relativo progetto per la ricostruzione delle case, procederà alla pubblicazione del bando per l’affidamento dei lavori. Intanto il Comune continua a pagare alle sessanta famiglie fatte sgomberare le somme necessarie per gli affitti di case private dove le famiglie di via Largo Martiri di via Fani da diversi mesi ormai vivono affrontando sacrifici notevoli non potendo disporre da mesi della loro casa.

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