Caro acqua a Ribera, si muovono i grillini: avviata petizione «porta a porta»

RIBERA. Il ”caro acqua” continua a far discutere in città per via dell’arrivo di bollette considerate esose dalla gran parte dei cittadini, che continuano a chiedere, ma finora inutilmente, l’applicazione di quanto venuto fuori con il Referendum sull’acqua pubblica. A muoversi adesso sono gli attivisti del ”Movimento 5 Stelle” che hanno deciso di dare il via ad una raccolta firme per chiedere al sindaco Carmelo Pace di avviare un procedimento finalizzato a rescindere la convenzione di gestione privata del servizio idrico con “Girgenti Acque” e di proseguire con una pubblicizzazione comunale dell’acqua. La raccolta di firme, che è già stata avviata, avrà una durata di circa un mese e al termine di questa si terrà un’assemblea pubblica in cui verrà ufficializzata l’iniziativa di richiesta di rescissione del contratto. Le modalità della raccolta informale sono quelle del “porta a porta” e dell’organizzzazione di gazebo domenicali in piazza. ”Le motivazioni alla base di questa nostra proposta di “consultazione civica dal basso” - hanno dichiarato Roberto Lino e Francesco Zambuto del ”Movimento 5 stelle” riberese - si identificano soprattutto con la determinazione del Movimento nella battaglia per l’acqua. In riferimento a ciò possiamo già anticipare che il primo punto del programma che il ”Movimento 5 Stelle” presenterà alle prossime elezioni comunali sarà proprio quello del ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico. Per quanto riguarda la fondatezza di questa richiesta rivolta dai cittadini al Sindaco - la quale verrà leggittimata da numerose sottoscrizioni - non possiamo che ribadire la continua condizione lampante di sistematiche violazioni delle norme contruattuali e di innumerevoli disservizi verso i cittadini nella gestione del servizio idrico affidato”. I grillini riberesi a fondamento della loro iniziativa ricordano la Risoluzione A/64/L.63/Rev.1 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) che ricor4da che il “diritto all'acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici, è un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani”. Quella dei ”grillini” non è la sola iniziativa che si registra un città per chiedere un’inversione di rotta nella gestione di un servizio di fondamentale importanza il cui costo è ritenuto eccessivo e va ad incidere notevolmente sulle tasche di moltissimi riberesi, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli della popolazione, che in più occasioni, in diverse assemblea promosse dal Club Pirandello, dal Comitato per ”Ribera”, guidato da Santo Tortorici, da ”Il Ponte” e da altre sigle locali, hanno lamentato la difficoltà di poter pagare quanto richiesto. Nei giorni scorsi si è mosso di nuovo il Club ”Luigi Pirandello” che ha in conrso una petizione popolare per chiedere di ritoccare in questo caso le tariffe, che, secondo i soci del sodalizio di viale Garibaldi, sono le più alte di quelle praticate in tuttt’Italia.

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