Tribunale di Sciacca, pochi magistrati in servizio: gli avvocati proclamano 3 giorni di sciopero

SCIACCA. Tre giudici sono stati trasferiti, nessun posto è stato coperto e tra qualche mese il tribunale si troverà con soli cinque magistrati e una scopertura del 45 per cento. Gli avvocati lanciano un grido d'allarme e indicono tre giornate di sciopero. Niente udienze il 19, 20 e 21 marzo. La protesta è stata decisa dall'assemblea che teme il calo dell'attività dell'ufficio giudiziario con possibili conseguenze negative sul mantenimento del presidio. "L'assemblea ha deciso questa forma di protesta - dice il presidente dell'ordine degli avvocati, Filippo Di Giovanna - perché la situazione è molto precaria. Con cinque magistrati, compreso il presidente, ne soffrirà l'utenza, ne soffriremo noi avvocati e l'ufficio con i magistrati che restano sarà molto appesantito". Al momento l'unica prospettiva resta quella delle applicazioni di magistrati. Il presidente del tribunale, Andrea Genna, ha chiesto anche il posticipato possesso per i giudici trasferiti. "Noi abbiamo fatto presente questa situazione alla Corte di Appello di Palermo - dice il presidente dell'ordine degli avvocati - e ci riserviamo di chiedere un incontro al ministero della Giustizia per trovare una soluzione anche se siamo convinti che è molto difficile perché i magistrati sono insufficienti in Italia e quindi c'è difficoltà a coprire questi posti". L'avvocato Giovanni Dazzo parla, chiaramente, del rischio per il mantenimento degli uffici giudiziari, scampati appena qualche mese fa alla soppressione. "Questo è un rischio ulteriore che noi come classe forense paventiamo - dice Dazzo - perché, oggettivamente, questa carenza, ormai endemica, rischia di determinare questo tipo di conseguenze. Se a ciò si aggiunge anche l'ipotesi, paventata dal precedente governo, sull'introduzione della collegialità nell'adozione delle misure cautelari per noi sarebbe un'ulteriore penalizzazione. Quella che, infatti, potrebbe apparire come una misura di garanzia e di tutela dei diritti del cittadino appesantirebbe ulteriormente le procedure e in sedi giudiziarie come la nostra non ci sarebbe mai un numero di magistrati sufficiente per questa funzione, considerato anche le incompatibilità che scatterebbero". Per Dazzo "c'è un'emergenza, che pensavamo di avere scongiurato, quella della possibile chiusura del tribunale". Di "situazione di grande difficoltà" ha parlato nei giorni scorsi il presidente del tribunale, Andrea Genna, aggiungendo che "si può creare una vera e propria paralisi dell'attività giudiziaria". I posti sono stati messi a concorso, ma non ci sono state domande per l'ufficio di Sciacca. Con l'arrivo, la settimana scorsa, del giudice Filippo Lo Presti e il trasferimento di tre giudici ne rimangono appena cinque, mentre la pianta organica ne prevede nove. "Io sono comunque fiducioso che sia il ministero della Giustizia che il presidente della Corte di Appello sapranno intervenire per consentire al tribunale - ha aggiunto il presidente Genna - di rispondere a quella funzione di presidio di legalità per effetto della quale è stato confermato".

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