Contrattista comunale di Sciacca s’incatena: «Le pulizie non devo farle solo io»

Agrigento, Archivio

SCIACCA. La sua qualifica è di operatore generico, ma dopo quindici anni di lavoro al Comune, sette dei quali in ufficio, Giuseppina Ada Dimino contesta la disposizione di servizio che le impone di effettuare le pulizie, durante le ore pomeridiane, e ieri mattina si è incatenata nell'atrio superiore del palazzo municipale.
Dimino, 50 anni, fa parte dei lavoratori contrattualizzati. Guadagna 750 euro al mese. Fino ad oggi è stata impegnata all'ufficio tecnico e adesso non vuol sentir parlare di andare a fare le pulizia e pure in orario pomeridiano. «Non trovo giusto che io debba uscire dall'ufficio - dice Giuseppina Ada Dimino - mentre altri, con la mia stessa qualifica, devono rimanere. Per me questa è una discriminazione. Io ho parlato con il dottore Todaro il quale mi ha detto che essendo la mia qualifica di manovale devo fare questo lavoro. Io ho detto che sono disponibile se facciamo un mese ciascuno. Mi è stato risposto che questo non è possibile. Io rimarrò qui fino a quando non si risolve il problema. Ho ricevuto solidarietà da colleghi del Comune - aggiunge - i quali sono d'accordo sul fatto che se esco io dall'ufficio, che ho la qualifica di manovale, devono uscire anche gli altri». Il dirigente del settore Affari generali, Michele Todaro, sostiene che quest'iniziativa era inevitabile perché il Comune, con i pensionamenti del personale e con l'impossibilità a bandire nuovi concorsi, si trova con un organico sempre più ridotto. Per quanto riguarda gli altri con la stessa qualifica della Dimino che sono all'ufficio tecnico Todaro parla di pochissime unità «che svolgono da tanti anni questo servizio e che sono ormai indispensabili per il funzionamento dell'ufficio. Se venissero allontanati da quel lavoro - continua - ne risentirebbe l'attività dell'ufficio».
E intanto, ieri mattina, chi arrivava in municipio non poteva non notare Giuseppina Ada Dimino incatenata a una delle colonne dell'atrio superiore. «E non me ne vado - diceva la donna - fino a quando non si trova una soluzione al problema». In forza al Comune ci sono Lsu che hanno un contratto, come Giuseppina Ada Dimino, che svolge quattro ore di lavoro al giorno, ma anche altri, poco meno di 100 unità, che, invece, percepiscono soltanto il sussidio e che sono in attesa di essere contrattualizzati.

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