Il centro storico ancora «ferito», Comune di Favara senza soldi per intervenire

FAVARA. Se il recente sbarramento di via Arco Cafisi (dove da un vecchio palazzo nobiliare si sono staccate delle grosse pietre) non arreca grossi disagi alla circolazione, anche pedonale, visto che la zona, oltre a essere defilata è anche poco abitata, sicuramente crea notevoli problemi alla mobilità urbana la chiusura del tratto iniziale di via Bersagliere Urso, dove insiste l'omonimo istituto comprensivo dove la mattina è un pullulare di mamme che accompagnano i figli a scuola. I segni di cedimento manifestati da un vecchio fabbricato ha fatto scattare l'allarme con l'ufficio tecnico che ha subito delimitato l'area interessata proibendone l'attraversamento. Non passa giorno che non c'è un'emergenza con responsabilità che ricadono in capo al dirigente che gestisce il servizio, l'ingegnere Franco Bellavia. "Io abito in un quartiere da dove necessariamente transitano i mezzi dei Vigili del Fuoco provenienti da Villaseta - dice -. Quando in famiglia sentiamo il suono delle sirene, e ciò avviene spesso, incrociamo le dita sperando che i pompieri non siano stati allertati per qualche crollo". All'ingegnere Bellavia da un anno, oltre ai i vari compiti che quotidianamente deve assolvere, è stato affidato anche quello di curare le problematiche afferenti al centro storico. E sicuramente non è un compito di poca responsabilità. "Dobbiamo fare i conti - spiega - anche con le esigue risorse finanziarie del Comune che spesso non ci consentono di intervenire con immediatezza". La mediazione sembra la sua arma migliore. Ma di che si tratta? "Non potendo affidare le demolizioni in danno ai proprietari - continua - perché le ditte vogliono garanzie nei pagamenti, cerco di fare opera di convincimento andando personalmente dai privati e invogliandoli a demolire di propria iniziativa. Spesso ci sono riuscito ma si tratta di fatiche immani perché la proprietà degli immobili, negli anni, si è polverizzata tra un'infinità di eredi. Trovarli tutti e metterli d'accordo è davvero un'impresa improba".
Sull'ultimo cedimento, quello di via Bersagliere Urso, sembra che si sia trovata un'intesa tra i proprietari che dovrebbero metter mano alla demolizione non prima che siano rimossi o allontanati dai muri perimetrali i cavi dell'elettricità. "Ho cinque geometri - continua Bellavia - impegnati per il 50% con le pratiche del condono edilizio e per l'altro 50% sul centro storico. Per di più si tratta di personale "contrattista" con un impegno lavorativo settimanale ridotto. Se occorre un sopralluogo di pomeriggio, di notte, nei giorni di domenica e festivi non c'è altro personale che il sottoscritto". Intanto, il funzionario sta cercando di azzerare vecchie ordinanze non eseguite. "Non avendo i fondi per intervenire d'autorità ed essendo necessaria l'eliminazione del pericolo - conclude - vado a bussare nelle case dei privati cercando di convincerli ad operare in economia anche perché in tal modo risparmierebbero sui conti che prima o dopo il Comune dovrà presentare".

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