Agrigento, il nuovo manager Asp: "Tac e risonanza sono le priorità"

Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Riattivare i macchinari per eseguire la Tac e la risonanza magnetica saranno certamente in miei primi impegni, perché sono servizi sanitari fondamentali che non possono assolutamente mancare in un ospedale importante come il San Giovanni di Dio di Agrigento». A parlare è il nuovo commissario ad interim dell'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Giuseppe Termine, 64 anni, di Cattolica Eraclea, sposato e padre di due figli, ex primario del reparto di chirurgia dell'ospedale Cervello di Palermo e attuale commissario straordinario dell'Asp di Enna. La nomina di Termine, che non avrà alcun compenso aggiuntivo, è arrivata dopo un paio di casi che hanno riportato l'ospedale agrigentino alla ribalta delle cronache nazionali sin dai primi giorni del nuovo anno, come quello della giovane neo mamma agrigentina entrata in coma dopo il parto e alla quale non è stato possibile fare la Tac ormai guasta da diverse settimane, o il caso della morte di un 65enne favarese che potrebbe essere legata ai ritardi degli esami attraverso la Tac, secondo quanto sostiene la famiglia dell'uomo in un esposto presentato alla procura della Repubblica di Agrigento. "Mi devo ancora insediare e prendere contezza della situazione, so che c'è tanto da lavorare. Attraverso le notizie riportate dalla stampa già in parte conosco alcuni problemi e faremo di tutto per risolverli, ma in questo momento non sono nelle condizioni di poter aggiungere altro", ha detto ieri il dottore Termine la cui nomina, da parte dell'assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino in raccordo col governatore Rosario Crocetta, è arrivata dopo la revoca dell'incarico di commissario straordinario dell'Asp di Agrigento a Salvatore Messina.
Alla base della scelta "il persistere di alcune gravi criticità gestionali, sia sotto il profilo dell'assistenza sanitaria che per taluni aspetti relativi alle procedure di approvvigionamento di beni e servizi in gran parte non osservanti le normative in materia di certificazione antimafia". Così è stata decisa la nomina del dottore Termine, anni addietro inviso dal boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro il quale, medico e già aiuto primario di chirurgia all'ospedale Civico di Palermo, avrebbe voluto mettere le mani nel reparto di chirurgia del Cervello scalzando il chirurgo "comunista" cattolicese, secondo quanto emerse dalle intercettazioni dell'inchiesta sulle "talpe alla Dda di Palermo", quella che portò alla condanna dell'ex governatore Totò Cuffaro.
Il nuovo commissario dell'Asp di Agrigento è cresciuto a pane, medicina e politica. Anche sua sorella Pina e suo fratello Nicolò (attuale sindaco di Cattolica Eraclea) sono stimati medici. Giuseppe Termine milita da una vita nel Pci-Pds-Ds-Pd in cui è stato dirigente a più livelli. Negli anni Novanta è stato sindaco di Bompietro, il paese della moglie in provincia di Palermo. Termine è tra i "fedelissimi" del deputato nazionale Davide Faraone ed è stato tra i primi a sostenere il nuovo progetto politico di Matteo Renzi.Sarà lui a prendersi cura della sanità agrigentina.
Arnone. Scrive in una nota l’ex consigliere comunale del Pd: «La rimozione di Messina da capo dell’Azienda Sanitaria di Agrigento e innanzitutto frutto del dossier da me consegnato nelle mani di Crocetta e Borsellino, pubblicamente al Convegno del Pd sulla Sanità lo scorso dicembre. Apprezzo, ovviamente, l’azione di Firetto ma ricordo che essa è stata da me pubblicamente sollecitata. Il dossier su Messina, che si allega, verrà depositato lunedì alla Procura della Repubblica di Agrigento».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X