Agrigento, allarme in tutta l’area di Punta Bianca: frana una parte del costone roccioso

AGRIGENTO. La «pax» tra ambientalisti ed Esercito, si era già inclinata qualche mese addietro quando i rappresentanti delle associazioni avevano segnalato non solo la ripresa delle attività militari a Drasy ma anche la mancata individuazione, come promesso, di un’area diversa per compiere le esercitazioni stesse. Adesso, Mareamico, segna un nuovo spartiacque con l’Esercito a causa di una frana verificatasi nei giorni scorsi a Punta Bianca e che gli ambientalisti attribuiscono proprio alle conseguenze degli spari.
«Mentre da 57 anni l'esercito spara a Punta Bianca - sostiene Claudio Lombardo - la sua fragile falesia si sgretola. Un pezzo collinare della possibile futura riserva naturale di Punta bianca è franato in spiaggia. Tonnellate di pietre, di creta e di terra con diverse palme nane sono scivolate giù accompagnate da un grande fragore che si è avvertito anche a distanza».
Mareamico ne ha anche per il governo regionale ricordando che l’assessore al territorio e ambiente Mariella Lo Bello, aveva in passato promesso che entro la fine dell’anno appena trascorso, avrebbe isituito a Punta Bianca, una nuova riserva naturale fermando, di conseguenza, le esercitazioni militari. nei giorni scorsi, la Lo Bello aveva spiegato che «si sta lavorando per istituire una Riserva natuarale da affidare, con ogni probabilità alla Forestale per la gestione». «La Regione Sicilia - continua Lombardo - invece di tutelare questo territorio ed istituire la riserva naturale, per la quale da 17 anni è sta avanzata una richiesta, continua a rilasciare l'autorizzazione per le esercitazioni militari che tanto danno arrecano a questo territorio. I boati e le vibrazioni causate dalle esercitazioni militari sono certamente una concausa di ciò che sta accadendo a questa fragile e sfortunata costa agrigentina. Se questa dannosa attività non verrà interrotta al più presto le associazioni ambientaliste e i cittadini stanchi di questa situazione, si mobiliteranno per impedire ulteriori danni al territorio. A noi non interessa a chi si affida la gestione della Riserva ma che l’are avenga protetta e tutelata». Marevivo inoltre, esprime perplessità sulla possibilità di reperire una nuova area tra quelle sequestrate ai mafiosi visti i lunghissimi tempi che occorrono per ottenerne la fruibilità.
Intanto nella tarda mattinata di ieri, una motovedetta della capitaneria di Porto, ha effettuato un soprallungo lungo la costa interessata alla frana effettuando anche dei rilievi fotografici.

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