Canicattì, il sindaco presenta i conti: «Nei guai per i debiti fuori bilancio»

CANICATTI’. Alla vigilia della discussione sul Bilancio di previsione 2013, prevista domani sera nel corso della seduta del Consiglio comunale, il sindaco Vincenzo Corbo ha deciso di rompere gli indugi illustrando alla città i motivi per i quali, a suo dire, la giunta comunale è stata costretta a chiudere un bilancio tutto "lacrime e sangue" che ha comportato anche l'aumento di alcune imposte che ha sollevato le polemiche dei contribuenti canicattinesi. Dati e numeri alla mano il sindaco ha tracciato un excursus di quanto l'ente ha dovuto sborsare dal momento dell'insediamento della prima legislatura Corbo, nel 2006, ad oggi per quanto riguarda i debiti fuori bilancio. Ed il quadro che emerge è in alcuni casi incredibile. Nel solo anno che si avvia a conclusione le casse comunali sono state prosciugate di oltre 820 mila euro a causa del riconoscimento da parte del Consiglio comunale di 35 debiti fuori bilancio derivanti, in varia misura, da sentenze esecutive o da procedure espropriative. Alcuni dei quali vecchi piú di venti anni, come due originati nel 1988 per un valore complessivo di oltre venticinque mila euro. «Abbiamo dovuto fare i conti con errori del passato, non imputabili all'attuale amministrazione comunale - ha spiegato il sindaco - che hanno prodotto per le casse comunali un esborso di svariati milioni di euro. Oggi il Comune paga per debiti fuori bilancio risalenti addirittura agli anni '70, la cui responsabilità è da ascrivere a vecchi dirigenti comunali». Gli ottocento mila euro del 2013 fanno il paio coi seicentomila del 2012, i 480 mila del 2011, il milione e mezzo del 2010, i cinquecentomila del 2009 e del 2008, il milione e cento del 2007 ed i 430 mila del 2006. Somme queste venute meno per avviare importanti servizi per la cittá e che hanno ridotto sul lastrico, insieme ad altri sprechi e spese poco accorte, le casse comunali. «A tutto questo si deve aggiungere il drastico taglio ai trasferimenti nazionali e regionali - ha concluso il sindaco Corbo - che sono passati dai sei milioni e mezzo del primo anno di nostro insediamento agli odierni quattro milioni, dai quali verrano decurtati altri due milioni a causa dell'Imu. Numeri questi che da soli giustificano quanto siamo stati costretti a fare in tema di imposte, per le quali comunque abbiamo evitato di calcare la mano come successo in altri comuni».

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