Porto Empedocle, conversione bloccata Centrale Enel, a rischio i fondi

Agrigento, Archivio

PORTO EMPEDOCLE. È stata bloccata, almeno per il momento, la conversione della centrale Enel da olio combustibile in turbogas. Il cantiere era stato aperto qualche mese fa, ma ora il consiglio comunale di Porto Empedocle ha bocciato (11 voti contrari, 9 favorevoli) la proposta d’allacciamento della centrale alla rete nazionale gestita dalla Snam, un passaggio necessario alla conversione dell’impianto.
“A rischio investimenti per 80 milioni di euro, 200 posti di lavoro per la fase di cantiere e 80 stabili, problemi per la stabilità del sistema elettrico in Sicilia”, sostiene l’Enel in un comunicato.
“Lascia stupiti la decisione del consiglio comunale – aggiunge l’azienda - di non concedere il nulla osta per i lavori del gasdotto di collegamento. Non si comprende quali possano essere le ragioni del diniego dopo che l’azienda aveva dato ampie rassicurazioni sulla sostenibilità tecnica, ambientale e occupazionale del progetto di trasformazione a gas della centrale esistente, fondamentale per la stabilità del sistema elettrico siciliano. L’azienda prende atto della decisione e, pur proseguendo sulla via del dialogo e della partecipazione che aveva trovato fin qui consenso unanime di amministratori, cittadini e parti sociali, esprime forte preoccupazione sull’esito finale dell’investimento chiesto ad Enel dal territorio e auspicato dalle autorità di sistema”. Secondo il consigliere comunale Franco Cortelli, di “Insieme per Porto Empedocle”, “ad oggi l’Enel non ha garantito, da quello che si evince, la salvaguardia dei posti di lavoro e sappiamo che col turbogas servono meno dipendenti. Noi chiediamo chiarezza”.
“La mia opinione – dice il presidente del consiglio comunale Luigi Troja - è che l’Enel deve realizzare questo sito nell’area industriale e provvedere alla bonifica ambientale della vecchia centrale. Noi diremo sì alla riconversione quando Enel ci dimostrerà, con un piano aziendale dettagliato non con una letterina, che lavoreranno 80 persone in maniera stabile”.
Anche per il Pd di Porto Empedocle “il nuovo modulo a turbogas si potrebbe collocare nell’attuale area industriale e l’Enel potrebbe bonificare le aree occupate”. Il sindaco Lillo Firetto parla di “posizioni irragionevoli e strumentali a cantiere aperto” e fa appello al “buonsenso e alla ragionevolezza” auspicando una positiva risoluzione della vicenda. Tuonano i sindacati: “E’ indispensabile un intervento incisivo del governo che metta fine a alle difficoltà che si frappongono agli investimenti di Enel”, scrivono le segreterie nazionali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil in una nota congiunta in riferimento al “no” del consiglio alla della centrale empedoclina.
“E’ paradossale che queste occasioni di sviluppo vadano sprecate proprio nel Sud ove maggiormente incide la crisi e il numero dei disoccupati è di gran lunga superiore alla già drammatica media nazionale”.

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