Chiesa da demolire per fare una strada, monta la polemica a Racalmuto, e il Comune frena

RACALMUTO. La chiesa del Serrone ha rischiato grosso. Ha rischiato di essere abbattuta per fare spazio ad una Circonvallazione. Una nuova bretella stradale che dal campo sportivo avrebbe dovuto "arrampicarsi" verso contrada Serrone, passando per la "Scala", e mettendo a rischio abbattimento proprio la chiesetta del 1600, per poi arrivare in contrada Roveto e scendere di nuovo - fra dislivelli assurdi - fino a contrada Malati. Una strada, per evitare di rimanere ingolfati nel traffico caotico della via Roma, che è stata prevista nel Prg. Un piano regolatore generale, atteso da decenni visto che il precedente è degli anni Ottanta, che prevede opere faraoniche ma decontestualizzate dal territorio. E sul web - fra i blog e la piazza virtuale di Facebook - si è scatenato il pandemonio. L'eco delle polemiche è arrivato fino al Municipio dove i commissari straordinari - coloro che governano il paese da dopo lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose - hanno fatto marcia indietro. «Faremo noi stessi una osservazione d'ufficio per conto dell'amministrazione comunale» - hanno detto, a conclusione della conferenza stampa di ieri, i prefetti Enrico Galeani ed Emilio Saverio Buda.
«Una osservazione che cancellerà questa strada». E cancellando l'opera faraonica, ed inutile, della nuova Circonvallazione la chiesetta del Serrone non potrà che dirsi salva.
«Aver sbloccato dopo tanti anni l'iter del Prg - ha detto il prefetto Galeani - è un fatto positivo. Probabilmente prima non c'era la volontà di farlo andare avanti. In quanto atto umano, il Prg non può essere mai perfetto. Noi non abbiamo dato alcuna direttiva di massima che sono quelle della vecchia amministrazione. E non abbiamo - ha continuato - nominato neanche i progettisti che sono, appunto, quelli dell'epoca. Siamo qui per ascoltare i cittadini ed invitiamo tutti a fare le proprie osservazioni in merito. Osservazioni che verranno esaminate e che potranno essere accolte o rigettate. E se rigettate dovranno essere motivate. Non esiste comunque un Prg che favorisce tutti e non danneggia nessuno. Noi non vogliamo penalizzare nessuno e siamo pronti a fare tutte le marce indietro possibili».
I 30 giorni previsti dalla legge per le osservazioni scadono il 13. Anche le polemiche su un potenziale asilo nido comunale e una seconda piscina si sono infrante ieri davanti alle parole del prefetto Buda: «Si tratta di strutture scolastiche e sportive - ha detto - non dunque necessariamente asilo nido e piscina, ma strutture necessarie per rispettare gli standards, proporzionati al numero di abitanti, e far passare il Prg».

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