Scala dei Turchi, ora è tutto bloccato La Cgil: «Quei luoghi vanno protetti»

All’inchiesta giudiziaria della Procura, si affianca il ritiro delle autorizzazioni di Soprintendenza e Comune

AGRIGENTO. La tendenza degli ultimi giorni, è quella di revocare i permessi dati in precedenza. Dopo le denunce delle associazioni ambientaliste, sul progetto delle cosiddette «villette - vip» alla Scala dei turchi, molti stanno facendo un passo indietro. Soprintendenza prima e Comune di Realmonte dopo, hanno ritirato le autorizzazioni precedentemente concesse, fermando di fatto ogni iter costruttivo.
Sulla vicenda è intervenuta anche la segreteria provinciale della Cgil, che si dice soddisfatta del blocco del progetto delle villette.
«Riteniamo - spiega il segretario generale Massimo Raso - che non sia attravverso la violenza al paesaggio che si costruisce sviluppo e occupazione. Ed è grave che questo sia potuto accadere in uno dei siti più ammirati della Sicilia. Adesso ci auguriamo che analogo fermo intervenga sul Progetto Terravecchia che riguarda il centro storico agrigentino. Sia chiaro - aggiunge Raso - noi abbiamo a cuore la possibilità di ripresa del settore edile che è in ginocchio, ma non può essere questo il modo per rilanciarlo. Abbiamo avuto già altre volte di ribadire che non ci convincono affatto interventi massicci che snaturano i luoghi e che non tengono conto della fragilità del centro storico di Agrigento, gli interventi stile "Terravecchia" o "Ravanusella". Il modello di intervento dev'essere quello di Ortigia, una riqualificazione diffusa, parcellizzata ma unitaria». Intanto, com’è noto, sulla realizzazione del residence a ridosso della Scala dei Turchi, la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta tutt’ora in fase di sviluppo. Nei giorni scorsi, la polizia giudiziaria aveva acquisito, al Comune di Realmonte, tutta la documentazione relativa a permessi e licenze. A seguire il caso sono il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo ed il sostituto Antonella Pandolfi, gli stessi che si sono occupati dello scandalo dell’ecomostro demolito a giugno a Scala dei Turchi e dei tre edifici abusivi di Lido Rossello. Adesso si aspetta la relazione degli ispettori inviati dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello, per altro agrigentina, che sulla vicenda ha chiesto di fare chiarezza, ed evitare un altro scempio di uno dei luoghi più belli dell’intero litorale agrigentino, per troppo tempo sottoposto allo scempio degli scheletri di cementi in piena spiaggia, fotografati negli anni da migliaia di turisti che non hanno mai smesso di chiedersi, come tutto questo sia stato tollerato e reso possibile.

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