Scuole superiori, mancano i soldi Scatta la protesta

AGRIGENTO. I genitori tornano tra i banchi, ma per protestare. I presidenti dei consigli d'Istituto delle scuole di secondo grado della città si sono incontrati al liceo classico Empedocle di Agrigento per difendere il diritto allo studio dei loro figli. Il commissario alla Provincia Benito Infurnari ha comunicato alla fine dello scorso luglio alle scuole gestite dal suo ente che non ci sono soldi per pagare le bollette e la manutenzione ordinaria degli istituti scolastici. Per tale ragione le scuole presto potrebbero chiudere perché non sono sufficienti le risorse per garantire il funzionamento.
Una comunicazione che ha messo in allarme tutto il mondo scolastico delle scuole medie superiori. I presidi hanno avuto degli incontri informali per affrontare l'emergenza. I presidenti dei consigli d'istituto delle scuole di secondo grado della città hanno voluto incontrarsi per mettere a punto un'azione di sensibilizzazione nei confronti della Presidenza della Regione affinché provveda a ripristinare i finanziamenti da far arrivare attraverso il commissario alle scuole. In tale protesta intendono al più presto coinvolgere anche gli altri genitori e gli studenti. «Una cosa è certa - hanno dichiarato Antonio Crapanzano, Gaetano Di Giacomo e Vittorio Alfieri - è venuto il momento che come genitori scendiamo in campo per difendere il diritto allo studio dei nostri figli. Per troppo tempo ci siamo fidati, o meglio affidati a coloro che hanno la responsabilità politica. Ma oggi di fronte all'ennesimo attacco alla scuola, non è più possibile stare a guardare, occorre lottare con tutti gli strumenti che la democrazia mette a nostra disposizione, per mandare un messaggio chiaro ad una classe politica, miope e distratta, che la scuola è un bene troppo importante per essere massacrata con tagli e riduzioni». La contestazione però è probabilmente destinata a rientrare. Il commissario alla Provincia, Benito Infurnari, infatti ha reso noto che sono arrivati dalla Regione i soldi per le spese del secondo semestre che le scuole aspettavano. Si tratta di 400 mila euro da destinare alle spese di funzionamento. «Queste somme saranno utilizzate per il pagamento delle fatture di fornitura elettrica, di riscaldamento, idrica, relative alla sicurezza, nonché delle spese di telefonia. Inoltre la Provincia garantirà le spese di piccola manutenzione ordinaria», spiega il commissario in un comunicato diffuso ieri. La Regione siciliana ha assicurato alle soppresse Province regionale altri fondi per i prossimi mesi e quindi alcune delle difficoltà dovute al mancato trasferimento di risorse finanziarie da parte della Regione e dello Stato, sono superate. Il commissario ha infine precisato che la ditta che si è assicurata l'appalto per la sistemazione del centro di formazione della zona industriale, dove verrà trasferito Ipia Fermi ha allestito il cantiere. Entro il prossimo Natale quindi gli studenti di questo istituto potranno trasferirsi nel nuovo edificio scolastico. Un finanziamento di 11.851.885 euro è stato richiesto dalla Provincia alla Regione per l'adeguamento di tutte le strutture del complesso di edifici dell'Ipia Fermi, interdette dopo le verifiche che ne hanno riscontrato la inidoneità sismica.

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