Debiti, pignorati i conti della Dedalo Rifiuti, la raccolta a Licata è di nuovo a rischio

L’Ato deve 1.600.000 euro alla ditta Catanzaro. Il commissario Miceli si appella al sindaco Balsamo
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. La Dedalo Ambiente ha un debito con la Catanzaro Costruzioni, per i rifiuti conferiti nella discarica di Siculiana, pari ad 1.600.000 euro. Il debito, malgrado si riferisca al 2012, non è stato ancora saldato e ieri la società agrigentina, con un decreto ingiuntivo, ha pignorato i conti correnti dell’Ato rifiuti. Rosario Miceli, commissario liquidatore dell’Ato Ag3, ha perciò lanciato un appello al sindaco di Licata Angelo Balsamo affinchè il Comune versi gli oltre due milioni di euro che ha ottenuto dalla Regione proprio per saldare un precedente debito con la Dedalo Ambiente. «Se non riceveremo questa somma immediatamente – è il commento di Miceli – nel giro di pochi giorni saremo costretti ad interrompere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, considerato che con i conti correnti bloccati a breve non saremo più in grado di lavorare». Il rischio è serio, anche se non immediato. Senza i soldi del Comune di Licata, e quelli di Naro, la Dedalo Ambiente non potrà pagare il debito con Catanzaro e, di conseguenza, non potrà usare le somme depositate nei propri conti correnti. «Ho inviato ai sette sindaci dei Comuni dell’Ato – ha annunciato ieri Rosario Miceli – una nota con la quale li invito a saldare, urgentemente, i debiti con la nostra società. Ma il problema sarebbe risolto se Licata ci liquidasse i 2.396.042,80 euro che ha ricevuto dalla Regione proprio per pagare il debito nei confronti della Dedalo Ambiente. Il Comune di Naro è nella stessa condizione, ma il sindaco Pippo Morello ci ha assicurato che già oggi (ieri ndr) ci liquiderà i 261.320,06 euro ricevuti dalla Regione, al pari di Licata. È evidente che la liquidazione di Licata diventa determinante per la soluzione del problema». Tra il Comune di Licata e la Dedalo Ambiente c’è un contenzioso e per questa ragione Palazzo dell’Aquila non ha ancora liquidato la somma dovuta. «Comprendiamo questa situazione – conclude Miceli – ma siamo pronti ad affrontarla nel corso dell’assemblea dei soci del 16 di settembre».

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