Asili nido, mense e musei Comune, il bilancio in «nero»

La gestione è diventata particolarmente onerosa
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. È in nero per il Comune di Agrigento il bilancio dei costi per i servizi a domanda individuale. Una vera voragine. Pagare servizi come gli asili nido, le mense scolastiche, i musei, gli impianto sportivi è diventato particolarmente oneroso per le casse comunali. Troppo scarsi i proventi da tali servizi sociali, culturali e sportivi e troppo alte le spese.
Dalle iscrizioni agli asili nido nel 2012 sono arrivate appena 32.224 euro e il Comune ha sborsato per il loro funzionamento ben 459.134 euro. Con un saldo negativo quindi di 426.910 euro. Le mense scolastiche attivate lo scorso anno hanno fatto registrare entrate pari a 108.363 euro ,in virtù dei contributi pagati dalle famiglie interessate, ma il Comune ha speso per i pasti degli scolari 330.913 euro. Mantenere gli impianti sportivi è diventato un lusso. A fronte di proventi pari a 70. 968 euro si registrano per il funzionamento degli impianti costi di 550.559,17 euro. Mancano all'appello quindi per andare in pari ben 459,590,67 euro. Va meglio il rapporto tra costi e benefici relativo all'illuminazione votiva: i proventi raggiungono la somma di 47.316,23 euro e i costi sono pari a 12.857 euro. In positivo anche il saldo per i trasporti funebri e i servizi cimiteriali, con proventi pari a 96.610,22 euro e costi inferiori: 79.551,30. Irrisorio il gettito che arriva dagli ingressi in musei, pinacoteche, mostre: solo 11.040,50 euro i proventi sono ben 153.509,53 euro le uscite. Dall'uso di utenti vari di locali che il Comune destina a riunioni pubbliche sono arrivate nelle casse euro 13.011,50, ma questo servizio è costato nel 2012 ben 75.639,81 euro. Infine le park card in città e nel posteggio pluriplano hanno portato nelle casse del Comune 364,812,11 euro ma le uscite sono pari a 401,556,45 euro derivanti soprattutto dalle spese per il parcheggio pluripiano.
I revisori dei conti fanno pertanto notare nella loro relazione che i proventi dei servizi a domanda individuale coprono in maniera poco significativa i costi che restano a totale carico del Comune. La percentuale media di copertura dei servizi a domanda individuale raggiunge appena la quota del 36%.

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