Porto Empedocle, minacce di morte a Ferrara: "Adesso ho paura"

Lo sfogo: «Non sono assolutamente pentito delle denunce che ho fatto, voglio arrivare fino in fondo»

PORTO EMPEDOCLE. «Ho davvero paura. Sento la vicinanza delle forze dell’ordine, ma la paura c’è. Esiste. È inutile nasconderla». Ventiquattro ore dopo le nuove minacce ricevute, l’ex sindaco di Porto Empedocle Paolo Ferrara non fa mistero del suo stato d’animo. È a casa, nella ”sua” Porto Empedocle, e forse è meglio che non si allontani. Già nella tarda mattinata di venerdì è stato convocato in Questura, assieme agli uomini della sua scorta. È stato messo al corrente delle nuove minacce di morte. «Spero che al più presto venga fatta luce su questa ultima vicenda e su tutte le altre che hanno superato il limite - ha detto ieri Ferrara - . Non sono assolutamente sereno. Non posso esserlo perchè mi accorgo che ogni volta, alzano il tiro e si va sempre più superando il limite».

Venerdì mattina, una telefonata minatoria è giunta alla redazione di Agrigento del Giornale di Sicilia. «Stiamo preparando un attentato al vice sindaco Paolo Ferrara ... Uccideremo anche la sua scorta!». Pochi secondi, poche parole ed è stata bruscamente interrotta la comunicazione. La chiamata farcita da minacce di morte era stata preceduta, pochi secondi prima, da un’altra telefonata anonima giunta in redazione. Una chiamata brevissima, durante la quale si sentiva soltanto respirare. Una denuncia, circostanziata, è stata formalizzata, poco dopo, alla Squadra Mobile della Questura.

«Nonostante la paura - ha continuato, ieri, l’ex sindaco Paolo Ferrara - non sono assolutamente pentito di quello che ho fatto. Lo rifarei mille volte. Ho scelto questo percorso - ha tenuto a sottolineare - ed ormai voglio arrivare fino in fondo, non indietreggiando di un solo millimetro. Il mio pensiero, però, adesso, va anche ai ragazzi della scorta. Sono tutte brave persone, molto professionali. Con loro condivido tutto, nel bene e nel male, e, adesso, dopo queste nuove minacce che riguardano anche loro, sento una pesante responsabilità sulle mie spalle. Una responsabilità per la loro incolumità». L’intimidazione, messa a segno in maniera indiretta, aveva lo stesso, identico, contenuto di quella che Ferrara ricevette al cellulare negli ultimi giorni del 2012. Allora, in pochi secondi, un uomo, disse: «È inutile che hai la scorta! Ti ammazziamo. E ammazziamo pure a loro!».

La Squadra Mobile, coordinata dal vice questore aggiunto Corrado Empoli, anche su quest’ultimo caso ha avviato le indagini. Spetterà ai poliziotti stabilire l’attendibilità di queste ultime minacce di morte anonime nei confronti di Ferrara. Minacce a cui nessuno può ”abituarsi” e che hanno certamente reso difficili, complicati, forse anche infernali, gli ultimi anni dell’esistenza di un impiegato di banca che ha fatto, e continua a fare, politica. Di un uomo che finì anche in un giro di usura, che denunciò e fece scattare - era il 18 gennaio del 2010 - l’operazione denominata ”Easy Money” con nove arresti fra Porto Empedocle, Agrigento e Palma di Montechiaro.

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