«Non siamo in grado di finanziarle» Dal Comune di Licata stop a nuove comunità

LICATA. Stop all’apertura a Licata di nuove comunità per disabili mentali, minori ed anziani. A stabilirlo è il sindaco Angelo Balsamo, anche nella sua nuova veste di presidente del comitato dei sindaci del distretto socio sanitario 5 (che comprende i Comuni di Licata e Palma di Montechiaro e l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento). In occasione della recente riunione del distretto il primo cittadino, appena eletto presidente, «ha chiesto al sindaco di Palma di Montechiaro – scrive il Comune in una nota diffusa ieri - Pasquale Amato, di stilare un documento, alla pari di quanto farà Licata, in cui si dica che il territorio è saturo di strutture per il ricovero di disabili mentali, minori ed anziani». Ma la decisione di Balsamo è anche più ampia. «È stato stabilito – aggiunge il Comune - di chiedere alla Regione di non autorizzare l’apertura di nuove strutture sul territorio, ritenendolo già sufficientemente dotato». All’origine della scelta, secondo quanto comunicato ieri da Palazzo dell’Aquila, ci sono ragioni economiche. «La situazione finanziaria degli enti locali – si legge ancora nella nota dell’ente - non consente il sostentamento di ulteriori spese». Di fatto, dunque, qualora venga avanzata la proposta di aperture di nuove comunità, dalla giunta cittadina arriverà un parere negativo. Stessa cosa farà, se accoglierà la presa di posizione del nuovo presidente del distretto sanitario, anche il sindaco di Palma di Montechiaro Pasquale Amato. Il fatto che il Comune non è più in grado, e non da ora, di sostenere le spese relative al ricovero di anziani, minori e disabili mentali nelle comunità presenti in città, è stato evidenziato da tempo. Tutti gli enti locali, soprattutto a causa delle notevoli riduzioni di trasferimenti da parte di Stato e Regione, versano in cattive acque per quanto riguarda le risorse economiche. Ciò ha costretto gli amministratori, in diverse occasioni, a tagliare i servizi offerti all’utenza. Ed a risentire di questa situazione, praticamente in tutti gli enti locali, sono soprattutto i dipartimenti di Solidarietà Sociale. È sulla scorta delle ridotte possibilità economiche che, ora, il primo cittadino di Licata ha deciso di non autorizzare più la nascita di nuove comunità per anziani, disabili mentali e minori sul territorio licatese. In occasione della riunione dell’organismo i presenti hanno preso atto della proposta di Vincenzo Pezzino, direttore del distretto sanitario di base. «Il Comitato dei sindaci accoglie l’invito di Pezzino – si conclude la nota del Comune - a dare vita ad un incontro operativo tra l’Asp, dipartimento Salute Mentale, ed i due Comuni per individuare la competenza della presa in carico dei soggetti attualmente ospitati nelle varie comunità».

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