Rifiuti, futuro incerto per gli Ato e ad Agrigento trascurate alcune zone

Il commissario Teresa Restivo ha incontrato i colleghi liquidatori in vista dello scioglimento delle società d’ambito
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Mancano poco più di due mesi alla scadenza del 30 settembre prossimo, data entro la quale, la Regione siciliana ha disposto lo scioglimento degli Ato rifiuti per sostituirli con le Srr, le Società di regolamentazione del servizio rifiuti previste dalla legge regionale 9 del 2010 di riforma del settore. Una fase di transizione caratterizzata da diverse criticità di cui discutono ormai da un paio di mesi i commissari liquidatori di tutti gli ato siciliani che ogni due settimane circa, si riuniscono per fare il punto della situazione. Ieri si sono incontrati nella Sala Giunta del Comune di Mazara del Vallo, per analizzare i risultati dell’audizione avuta con i componenti della Quinta Commissione dell’Ars dei giorni scorsi. Alla riunione hanno partecipato il commissario di Gesa Teresa Restivo, Vito Di Giovanni, responsabile Risorse Umane e Servizio T.I.A di Belice Ambiente, Angelo Liggeri di Simeto Ambiente, Nicola Lisma, liquidatore dell’Ato TP2, Graziano Scontrino Dirigente ATO CL1 e Gaetano Alletto, Dirigente GESA Ag2. «Il comitato da noi composto -ha spiegato il commissario dell’Ato Gesa Ag2 Teresa Restivo - ha deciso all’unanimità di proporre un percorso operativo ottimale che preveda l’immediata operatività delle SRR, nel rispetto della normativa vigente, in modo che i liquidatori possano gestire solo ed esclusivamente la liquidazione delle società d’ambito». Ma mentre i commissari discutono sul futuro degli Ato, la cui creazione ad opera della classe politica, ha portato a raddoppiare, se non triplicare, la spesa per la raccolta dei rifiuti in Sicilia, ad Agrigento, nonostante nuove assunzioni trimestrali, ci sono quartieri dove la raccolta viene effettuata poco e male. È il caso di Monserrato, dove cassonetti straripanti fanno da cornice a strade dissestate, o alle traverse di via Garibaldi dove, da quando è stato sostituito lo storico operatore ecologico, quelli attuali fanno fatica a percorrere le scalette di molte traverse lasciando strade sporche anche per dieci giorni. O ancora il centro storico dalle parti di Santa Maria dei Greci o via Saponara dove la situazione non è migliore. Per non parlare del mancato decespugliamento attuato nella parte finale della bretella che dal Ponte Morandi conduce in via Dante in direzione della scuola don Bosco, dove le sterpaglie hanno già coperto i segnali stradali mettendo a rischio l’incolumità di autonomisti anziani o di turisti che poco conoscono la zona.

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