Edilizia, giro di vite contro gli abusivi a Licata: firmate 4 ordinanze di demolizione

I provvedimenti disposti nei confronti di quanti hanno edificato in assenza delle concessioni

LICATA. Non conosce soste l’attività del dipartimento Urbanistica e Gestione del Territorio nella lotta all’abusivismo edilizio. Negli ultimi tre giorni il settore, diretto dal capodipartimento Vincenzo Ortega, ha firmato ben quattro ordinanze di demolizione che vanno ad aggiungersi a quelle che erano state disposte nei giorni scorsi.
La prassi, ovviamente, è uguale ai casi precedenti. Il dipartimento Urbanistica e Gestione del Territorio, rilevato che i quattro edifici in questione non possono essere “sanati”, non sono dunque in condizione di ottenere una concessione in sanatoria, ha firmato le ordinanze di demolizione. I provvedimenti sono stati già notificati ai rispettivi destinatari. Questi ultimi, dal momento in cui gli viene notificata l’ordinanza, hanno novanta giorni di tempo per ottemperarle, cioè per demolire quanto hanno costruito in assenza di concessione edilizia. In alcuni casi si può trattare di un intero fabbricato, in altri di porzioni di edifici. Quest’ultimo caso viene rilevato quando la costruzione non è completamente abusiva, ma delle parti sono state realizzate in difformità rispetto alla concessione edilizia ottenuta. In ogni caso i destinatari dei provvedimenti devono demolire entro tre mesi dalla notifica dell’ordinanza. Se non lo fanno i loro immobili vengono acquisiti al patrimonio del Comune. In questo caso passa al Comune la competenza alla demolizione. Deve, cioè, essere l’ente pubblico ad azionare le ruspe, rivalendosi poi sugli ex proprietari circa le spese sostenute per demolire quanto realizzato in violazione alla legge sull’edilizia.
Dall’inizio dell’anno l’Urbanistica ha già firmato alcune decine di ordinanze di demolizione, ma solo raramente i provvedimenti sono stati eseguiti. Proprio due giorni fa, però, nel bollettino (pubblicato sull’albo pretorio on line del Comune) che dava conto dell’attività posta in essere dalle forze dell’ordine, nel mese di maggio, contro l’abusivismo edilizio, era riportato che in un caso i proprietari di uno stabile parzialmente abusivo avevano ripristinato lo stato dei luoghi. Avevano cioè provveduto a demolire le parti dell’edificio realizzate in difformità rispetto alla concessione edilizia ottenuta. Dunque, sia pure raramente, accade che ci sia qualcuno che demolisce subito dopo che l’abuso è stato scoperto, addirittura senza attendere di essere destinatario di un’ordinanza di demolizione. Nel mese di maggio i licatesi segnalati alla procura per abusivismo edilizio sono stati ben dodici.

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