Rifiuti, netturbini in stato d’agitazione ad Agrigento: oggi assemblea con sindacati e ditte

Ieri mattina, decine di operatori ecologici hanno incrociato le braccia in segno di solidarietà coi colleghi licenziati
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Un mini sciopero «selvaggio» è stato organizzato ieri mattina da alcune decine di operatori ecologici delle imprese di Gesa, in prevalenza dell’Iseda, la ditta che ha inviato i preavvisi di licenziamento dopo che il Comune di Siculiana e in parte quello di racalmuto, hanno deciso di interrompere i rapporti con la ditta aggiudicatrice dell’appalto, effettuando il servizio in proprio. Ieri mattina, i netturbini, hanno trascorso la giornata negli uffici di Gesa, ricevuti dal commissario liquidatore Teresa Restivo che ha ascoltato le loro rivendicazioni raccogliendo le loro preoccupazioni. I sindacati, tornano a chiedere a gran voce, che il prefetto Ferrandino li riceva, senza ricevere, al momento alcuna risposta. «Al prefetto di Agrigento - spiega il segretario della cgil Funzione pubblica Alfonso Buscemi - siamo tornati a chiedere di istituire un tavolo di confronto perchè la ssituazione è gravissima e ognuno, a partire dalle istituzioni, devono fare la loro parte». Il commissario Restivo, a questo proposito, ha organizzato per questo pomerigigo alle 16, un’assemblea per un confronto tra lavoratori, sindacati e imprese per discutere del caso Siculiana che ormai dal 5 febbraio gestisce il servizio di igiene ambientale attraverso una ditta che fornisce un mezzo e del personale proprio, portando l’Iseda a decidere di licenziare due autisti e quattro operatori ecologici. e del caso Siculiana si è occupata anche la segreteria regionale della Cgil funzione pubblica. «La vertenza dei 6 lavoratori licenziati dall’Iseda causa dell’irresponsabile comportamento del sindaco di Siculiana - scrive il segretario regionale Claudio di Marco - è la rappresentazione emblematica della catastrofe che potrebbe determinare il mantenimento delle recenti Direttive in materia di riordino del sistema. Con la complicità, speriamo inconsapevole, del Dipartimento Energia che ha autorizzato l’ordinanza che prevede una lunga gestione emergenziale di circa 6 mesi, con una utilizzazione dell’art. 191 del D.lvo 152/06 che ci sentiamo di contestare in pieno, il Sindaco di Siculiana ha avviato la gestione del servizio con una ditta privata, disattendendo i propri impegni contrattuali nonché di socio dell’Ato Gesa, con la conseguenza che i 6 lavoratori che gestivano il servizio in quel territorio sono stati licenziati». Siamo al paradosso che vede un Sindaco protagonista nel determinare l’emergenza, non facendo fronte agli oneri economici nei confronti dell’ATO con l’ovvia conseguenza della sospensione del servizio, peraltro pagata dai lavoratori che hanno dovuto ricorrere allo sciopero per tentare di vedersi riconosciute le spettanze economiche.

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