Riaperto il ponte dopo 100 giorni

Agrigento, Archivio

RIBERA. Ci sono voluti cento giorni, dopo il drammatico crollo sulla statale 115 Sciacca-Agrigento, per vedere il ritorno del traffico ”normale” lungo il ponte sul fiume Verdura, in parte crollato alle 11,31 del 2 febbraio scorso. Ieri mattina alle 7,51 gli operai dell’Anas hanno finito le attività ”preliminari”, eliminando i semafori, la segnaletica metallica, i lampioncini che di sera segnano la strada, i pannelloni di plastica utilizzati come spartitraffico e soprattutto la rete che per questi lunghi mesi ha tagliato in due il ponte: da un lato la striscia, che dopo le protesta è stata utilizzata per fare scorrere gli automezzi sia pur a senso unico alternato, dall’altro la parte di ponte crollato nella zona centrale e oggetto di lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza. Intorno alle 8 del mattino i primi automezzi hanno potuto attraversare senza i problemi di questi lunghi 100 giorni di vero e proprio calvario non solo per i conducenti di automezzi vari, ma anche per produttori agricoli, operai, commercianti, studenti, docenti, avvocati, personale giudiziario, personale ospedaliero, costretti per i primi sessanta giorni e passa a sopportare un giro lunghissimo di quaranta chilometri per raggiungere le località prescelte, attraverso le tortuose strade che portano a Burgio, Caltabellotta, Lucca sicula, Calamonaci e Villafranca sicula. ”Era ora - dice tirando un sospiro di sollievo il riberese Dino Alba, ex consigliere comunale, in transito lungo il ponte - E’ un giorno davvero importante oggi per moltissimi. E’ finito finalmente un duro e lungo calvario”. Soddisfatto anche Paolo Di Giorgi che si sta recando a Sciacca: ”Sono contento per l’esito positivo. Speriamo - dice - che cose del genere non succedano più”. Ieri mattina alla riapertura del transito c’erano l’ingegnere Massimiliano Campanella, direttore dei lavori che hanno consentito la posa dei quattro grandi tubi del tipo Armco sotto il vecchio ponte costruito negli anni 1870-1875. Con lui anche l’ingegnere Giovanni Bonincontro, alcuni dei tecnici che si trovavano sul ponte al momento del crollo (i vari Giuseppe Caruana e Antonio Tumminelli), la squadra di operai dell’Anas che ha lavorato sodo perchè si stringessero i tempi per la consegna. La riapertura del traffico è stata salutata da più parti con soddisfazione. Sulla riaperura anche il commento del coordinatore del comitato ”No ponte no voto”: ”100 giorni - ha osservato - ci sono voluti per riaprire il ponte al transito ordinario,100 giorni di sofferenze, di lotte, di liti, di denuncie,100 giorni passati a monitorare, fotografare, filmare, documentare i ritardi, le inefficienze, le deficienze,100 giorni trascorsi a dover replicare a chi - stregato da un ruolo che dovrebbe conquistare ogni giorno e non, invece, una tantum - si è sentito leso nelle prerogative che non sono proprie ma, in realtà, solo delegate,100 giorni di amarezze e soddisfazioni, 100 giorni che hanno visto qualche sprovveduto definirci come "pseudo comitato" o come "autoproclamati capi popolo", senza considerare che eravamo stati legittimati da 4000 iscrizioni al Gruppo Facebook e, soprattutto, da 3350 firme a sostegno dell'esposto-denuncia presentato, 100 giorni che hanno consegnato al nostro territorio, però, una nuova consapevolezza, un nuovo ardore, una nuova partecipazione, un nuovo senso di democrazia, un nuovo concetto di libertà.  

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