Estorsioni, sette imprenditori dell'Agrigentino indagati per falso

Avrebbero «affermato il falso, negando quanto inizialmente dichiarato nel corso delle indagini e tacendo, anche parzialmente, quanto di loro conoscenza, escludendo quindi, in una fase successiva, di avere mai ricevuto richieste estorsive da appartenenti di Cosa Nostra»
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Sette avvisi di garanzia sono state notificate, dai carabinieri del reparto Operativo di Agrigento, ad altrettanti imprenditori di Agrigento, Favara e Porto Empedocle, per l'ipotesi di reato di falsa testimonianza. I sette, deponendo davanti al giudice come testimoni, avrebbero «affermato il falso, negando quanto inizialmente dichiarato nel corso delle indagini e tacendo, anche parzialmente, quanto di loro conoscenza, escludendo quindi, in una fase successiva, di avere mai ricevuto richieste estorsive da appartenenti di Cosa Nostra». Il 25 ottobre del 2011, i carabinieri arrestarono, per estorsione ed associazione mafiosa, nell'ambito dell'inchiesta denominata «Dna», quattro persone. Durante le indagini, i sette pare che avessero collaborato coi militari, ma in fase di processo avrebbero smentito ogni precedente dichiarazione.

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