Macauda, il giudice affida la gestione per 6 anni a due società di Agrigento

Il canone per il complesso alberghiero è di 400 mila euro annui e ora si attende la decisione dell’imprenditore
Agrigento, Archivio

SCIACCA. Sarà agrigentina la gestione del complesso alberghiero Torre Macauda e delle 62 unità in multiproprietà. Il giudice dell'esecuzione, Maria Cristina Sala, ha affidato la struttura, per sei anni, alla Blucoop e alla Ipacem, società con sede nella città dei templi. Il canone d'affitto stabilito è di 400 mila euro annui. Le due ditte hanno presentato un'unica offerta. La Blucoop distribuisce i pasti all'ospedale San Giovanni di Dio, a varie scuole e alla struttura turistica Città del Mare. La Ipacem, invece, gestisce i servizi di Città del Mare. L'offerta di queste due società è stata preferita a quella della Vitello Group, con sede a Sciacca, che gestisce da molti anni il residence Costa Macauda. Adesso si attende la decisione delle due società. Una terza offerta che era stata avanzata, da parte della Salento Travel, di Ostuni, che ha gestito per due mesi, nel 2012, la struttura alberghiera era già stata ritirata. Al giudice ha relazionato il custode giudiziario, il commercialista Calogero Cracò. Legale della procedura esecutiva è, invece, l'avvocato Calogero Termine. In attesa di una decisione sul futuro della struttura alberghiera ci sono 40 lavoratori, stagionali, che vi operano e che sperano di conoscere al più presto quale sarà la loro prospettiva occupazionale. A questo punto se la società accetterà l'affidamento la struttura alberghiera potrebbe essere aperta a breve, comunque entro la stagione estiva. Bisognerà conoscere le decisioni degli imprenditori agrigentini perché non è detto che il canone d'affitto stabilito dal giudice coincida con l'offerta che è stata avanzata dalle società. Una delle condizioni poste dal giudice sarebbe quella secondo la quale in questi anni si potrà procedere alla vendita dell'immobile e in questo caso il contratto di affitto perderebbe efficacia. Un lavoro particolarmente complesso quello portato avanti negli ultimi mesi e che, per la delicatezza della vicenda, ha richiesto anche un tempo maggiore rispetto al previsto. Già da tempo sono stati sgomberati dalla struttura i beni di proprietà delle società esecutate, la cooperativa Torre Macauda e la società Torre Macauda. Si tratta della cucina e di impianti che, comunque, chi ha ottenuto la gestione potrà acquistare anche attraverso leasing. Nell'ambito della procedura esecutiva a carico delle società proprietarie della struttura alberghiera, invece, sono già state acquisite una cinquantina di unità abitative che erano in godimento della "Sghr", società con sede in Puglia, che ha gestito per alcuni anni la struttura, ma che non avrebbe versato canoni d'affitto. A carico della "Sghr" è scattato anche un provvedimento di sequestro conservativo di beni per circa 2 milioni di euro. Il sequestro riguarda attrezzature, conti correnti, ma anche crediti vantati dalla società con sede a Foggia, per il mancato pagamento di canoni di affitto e per avere occupato, per un certo periodo, la struttura alberghiera senza alcuna autorizzazione.

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