Rischio di crolli sulla costa agrigentina: dibattiti e polemiche corrono sul web

Riesplode la discussione sulla tutela del territorio dopo l’ennesimo cedimento di terreno allo Zingarello

AGRIGENTO. Si riaccende sul web il dibattito sui rischi crolli lungo la costa agrigentina il giorno dopo l'ennesima frana a Zingarello che ha messo in serio pericolo strade e villette. «Se poi quella casa andrà giù in spiaggia rimarrà lì per secoli, speriamo la tirino giù prima. Mi dispiace molto per i proprietari che hanno fatto sacrifici…», posta sulla fanpage facebook di MareAmico Agrigento Giusy Pitruzzella commentando la foto di una casa sull'orlo del precipizio fortemente a rischio dopo questo nuovo crollo. «I proprietari se avessero avuto un barlume di coscienza avrebbero saputo che non si costruisce sull'argilla, peggio per loro, ci pensavano prima, questa si chiama edilizia responsabile: prima di costruire su un terreno ci sono delle valutazioni da fare», è questa l'opinione di Chiara Di Blasi. «Cosa si aspetta ad abbattere quella casa che, sarà solo questione di tempo, è destinata a franare inesorabilmente sulla spiaggia sottostante», commenta Claudio Lombardo. «Perchè dovremo spendere dei soldi pubblici per mettere in sicurezza una villetta abusiva?», si chiede Giuseppe Lo Pilato. «Quella casa è abusiva quindi se crolla è la natura che fa quello che avrebbe dovuto fare le ruspe? Le associazioni ambientaliste che difendono gli abusi mi fanno incazzare», scrive Fabio Russello.
«La frana del costone in località Zingarello non è che l'ennesimo 'nodo' venuto inevitabilmente all'atavico 'pettine' della sottovalutazione del rischio idrogeologico e della conseguente irresponsabilità di aver edificato dove assolutamente non si doveva. Ed è chiaro - commenta Claudia Casa, presidente del Circolo Rabat di Legambiente Agrigento - che si tratta di un'irresponsabilità che deve essere suddivisa tra i privati, che hanno realizzato quelle costruzioni nelle immediate vicinanze di un'area naturalmente soggetta a frane e smottamenti, e le amministrazioni che hanno chiuso gli occhi prima, durante e dopo l'avvenuta realizzazione di un gran numero di case di villeggiatura che, anziché andare giù in ragione della loro insanabilità, hanno svolto appieno la funzione per cui sono state costruite, in barba alle leggi ed al buon senso. Leggi e buon senso a cui chiediamo - prosegue Claudia Casa - che si faccia finalmente ricorso da parte del sindaco Zambuto e della sua Amministrazione per scrivere una pagina nuova nella storia della nostra città senza aspettare che l'emergenza in questione produca ulteriori danni e magari si trasformi in tragedia irreparabile, facendo finire una volta di più Agrigento sotto i riflettori come capitale dell'abusivismo». 

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