Si allarga la frana allo "Zingarello": a rischio la strada e le case sul costone

Registrati nuovi cedimenti, immagini sulla situazione drammatica pubblicate da «Mareamico» su Facebook
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Crolli continui e momenti di paura sulla costa agrigentina. Dopo le ripetute frane alla Scala dei Turchi di Realmonte fino al cedimento di un tratto di strada ennesimo crollo di una nuova parete argillosa a strapiombo sulla spiaggia di Zingarello e Punta bianca, nella zona vicina poligono di tiro Drasi, ad Agrigento.

La nuova, grossa, frana di ieri pomeriggio ha tolto molto terreno sotto a una villa con vista mare che rischierebbe di precipitare. «La Protezione Civile deve abbattere questa casa prima che crolli giù», scrive l'associazione ambientalista Mareamico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, commentando le foto dell'ennesimo crollo sulla spiaggia di Zingarello pubblicate ieri sul social network facebook.

Già in passato alcuni cedimenti di minore rilevanza si erano verificati nello stesso punto. L'ultimo crollo in zona è avvenuto lo scorso settembre. La zona era già stata interdetta al transito e alla balneazione dalla capitaneria di porto di Porto Empedocle, così come altre spiagge dell'Agrigentino, considerate pericolose proprio per il rischio crolli ma comunque in molti casi frequentate da bagnanti e turisti in barba ai pericoli e alle ordinanze di divieto dei sindaci.

Tra le ultime gravi frane quella che il 7 gennaio scorso ha colpito la strada provinciale che porta alla Scala dei Turchi danneggiando gravemente l'economia turistica locale. La strada è chiusa al transito da due mesi fino a data da destinarsi: se tutto va bene e senza intoppi burocratici i lavori di ripristino potrebbero partire a maggio. Varie le frane che in questi anni sempre con più frequanza - da Capo Bianco di Eraclea Minoa alla Scala dei Turchi fino a Zingarello e a Punta Bianca passando per Siculiana Marina e la spiaggia della Torre di Monterosso - hanno grvemente colpito la costa agrigentina mettendo tante volte a rischio l'incolumità di bagnanti e turisti.

Un problema noto alla capitaneria di porto e ai sindaci dei comuni interessati quello del dissesto idrogeologico, dell'erosione costiera e dei rischi per l'incolumità pubblica. La Capitaneria interviene monitorando la situazione, disponendo le ordinanze di interdizione e imponendo ai comuni la messa in sicurezza dei siti in prossimità del demanio o sul demanio, anche con la sistemazione di segnali e barriere che però spesso vengono infrante senza cura dei pericoli.

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