Protesta a Sant’Anna di Caltabellotta: "Non votiamo senza ufficio postale"

Gli abitanti della frazione hanno indirizzato una nota al Prefetto di Agrigento e al sindaco Pumilia

CALTABELLOTTA. Non andranno a votare in occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano del 24 e 25 febbraio perchè sono rimnasti senza l’Ufficio postale. Sono circa trecento abitanti di Sant’Anna di Caltabellotta, che hanno sottoscritto un documento di protesta che hanno inviato al prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino segnalando il ”caso” ella perdita dello sprtello postale che li costringe a recarsi, sobbarcandosi a difficoltà varie, nei centri vicini, raggiungibili dopo vie tortuose, strette e spesso pericolose. Il documento è stato inviato anche al sindaco di Caltabellotta Calogero Pumilia.

Nella nota denunciano la chiusura avvenuta a fine novenmbre dell’anno scorso dello sportello di Poste Italiane operante nella loro frazione. Lo sportello di S. Anna al momento della chiusura - fanno notare i cittadini santannesi - assorbiva tutta l’attività bancaria e postale della frazione che interessa 600 abitanmti, 200 famiglie, 170 pensionati, la gran parte dei quali non dotati di mezzo proprio, oltre 200 libretti di deposito, 200 conti correntri e un consistente numero di titoli di investimento e risparmio. Per i cittadini della frazione il provvedimento di chiusura, oltre a provocare un grande disagio socio-economico a tutti i cittadini, sarebbe in netto contrasto col D. M. del 7 ottobre 2008 del Ministero dello Sviluppo Economico che, intervenendo sulla definizione dei “Criteri di distribuzione dei punti di accesso alla rete postale pubblica”, prevede la distanza massima della popolazione residente dall’ufficio postale di 6 km. e la popolazione residente entro i 6 km. di almeno il 97,5%. ”Con la chiusura dello sportello di Sant’Anna ai cittadini della frazione - osserva Cosimo Tamburello - oltre il 15% della popolazione comunale, è rimasto disponibile l’ufficio di Caltabellotta distante km. 8,5 di tornanti, non sempre percorribili durante la stagione invernale, con un costo extra di oltre 2 euro di solo carburante.

E’ pendente un ricorso al T.A.R. che fa seguito a una petizione popolare e ai tentativi di una vera e propria trattativa dell’amministrazione comunale, rimasti infruttuosi, volti a far recuperare a Poste Italiane le dichiarate diseconomie all’origine del provvedimento di chiusura come la concessione di locali comunali in comodato d’uso a tempo indeterminato dove allocare l’ufficio di S. Anna, la riduzione del servizio a tre giorni settimanali, la concessione in convenzione a Poste Italiane di servizi comunali. Non sono arrivate le attesa risposte da qui la protesta.

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