Abusivismo a Licata: sette ordinanze di demolizione

I provvedimenti emessi dal dipartimento Urbanistica e Gestione del Territorio del Comune
Agrigento, Archivio

LICATA. Balzo in avanti, nel 2013, dell’abusivismo edilizio. Nel solo mese di gennaio la polizia municipale, diretta dal comandante Giovanna Incorvaia, ha denunciato quattordici persone accusate di avere realizzato degli immobili in assenza di permesso da parte del Comune. Ora il dipartimento Urbanistica e Gestione del Territorio, guidato da Vincenzo Ortega, in appena una settimana ha ordinato la demolizione di altrettanti edifici.

Sette ordinanze di demolizione in sette giorni, nel mese in corso, rappresentano di certo un record (purtroppo negativo) anche in una città in cui il “cemento selvaggio” ha sempre svolto un ruolo da protagonista. In pratica, a febbraio, la media è di un’ordinanza di demolizione al giorno. Bastano questi numeri per comprendere quanto il fenomeno sia diffuso, malgrado i servizi antiabusivismo edilizio, condotti soprattutto dalla speciale unità della polizia municipale, siano capillari e funzionino. Il fatto che nel 2012 c’è stata, da parte dei caschi bianchi, una media di undici persone denunciate al mese, testimonia l’impegno che i vigili urbani ci mettono nel tentativo di porre un freno alle costruzioni senza licenza.

Evidentemente, però, la gente continua a costruire, malgrado abbia sul collo il fiato delle forze dell’ordine. Le sette ordinanze di demolizione appena firmate dal dirigente del dipartimento Urbanistica e Gestione del Territorio sono state indirizzate non solo a chi ha costruito interi edifici senza concessione edilizia, ma anche ad alcuni licatesi che hanno edificato in difformità rispetto al permesso ottenuto dal Comune. Hanno, cioè, modificato il progetto che era stato autorizzato dallo stesso dipartimento Urbanistica e Gestione del Territorio. I destinatari dei provvedimenti adesso hanno novanta giorni di tempo per demolire quanto realizzato senza concessione edilizia o in difformità rispetto al progetto ottenuto. Qualora lasciassero trascorrere i prossimi tre mesi senza intervenire, i loro edifici verrebbero automaticamente acquisiti al patrimonio del Comune. Successivamente dovrà essere l’amministrazione comunale ad occuparsi delle demolizioni degli immobili, ma rivalendosi sugli ormai ex proprietari. Abbattere un edificio, o parte di esso, ha un costo rilevante, di conseguenza a sostenerlo deve essere chi ha violato la legge sull’edilizia.

Finora, in città, i casi in cui i destinatari dell’ordinanza di demolizione hanno ottemperato il provvedimento sono più unici che rari. In qualche caso, soprattutto quando si tratta di piccole infrazioni, chi le ha commesse ha provveduto a demolirle per evitare di perdere la titolarità dell’immobile.

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