Consorzio Tre sorgenti, chiesti undici milioni alla Girgenti acque

Il consorzio di Canicattì ha presentato un'istanza di fallimento al Tribunale di Agrigento, nei confronti di Girgenti acque che respinge le accuse
Agrigento, Archivio

CANICATTÌ. Continua nelle aule di Tribunale lo scontro fra il Consorzio Tre sorgenti di Canicattì e Girgenti acque. Dopo il rifiuto di consegnare gli impianti al nuovo ente gestore, il consorzio di Canicattì ha presentato un'istanza di fallimento al Tribunale di Agrigento, nei confronti di Girgenti acque, per un paventato credito stimato in quasi 11 milioni per forniture idriche dalle proprie fonti. Sull'altro fronte, Girgenti acque respinge le accuse e le richieste, precisando di avere «già dato mandato ai legali di procedere nelle opportune sedi contro il Consorzio che non ha consegnato reti di distribuzione e sorgenti». «Nei cui confronti - si legge, in una nota - vantiamo un credito di circa 8 milioni. Nonostante l'annunciata soppressione delle società e consorzi privati, il “Tre sorgenti” di Canicattì è gestito da un presidente e da un Cda, espressione dell'assemblea dei sindaci dei Comuni consorziati (Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Licata, Palma Montechiaro, Grotte, Racalmuto).

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