Avanza l’abusivismo edilizio: via libera a due demolizioni

Provvedimenti firmati dall’Urbanistica nei confronti di chi ha costruito senza ottenere la licenza
Agrigento, Archivio

LICATA. E’ iniziato male, malissimo, il nuovo anno riguardo all’edilizia. Malgrado i controlli siano severi c’è chi continua a costruire senza avere preventivamente ottenuto la licenza. Un primo riscontro su questa considerazione era arrivato pochi giorni fa, quando il comandante della polizia municipale, Giovanna Incorvaia, aveva annunciato che nei primi venti giorni del 2013 la squadra Edilizia dei vigili urbani aveva già denunciato a piede libero quattordici persone per costruzione abusiva. La media non è di una denuncia al giorno, ma non ci manca molto.
Ieri si appreso, ad ulteriore conferma del dato in questione, che al dipartimento Urbanistica e Gestione del territorio hanno già firmato, in questo primo scorcio di 2013, due ordinanze di demolizione. Provvedimenti che vanno ad aggiungersi a numerose altre decine firmati lo scorso anno.
Le due, nuove, ordinanze di demolizione sono state disposte nei confronti dei proprietari di altrettanti edifici. Non è stato reso noto se dovranno essere demoliti per intero gli stabili, e ciò significherebbe che sono stati realizzati in assoluta assenza di concessione edilizia, o se gli abusi sono relativi solo ad una parte di essi. In quest’ultimo caso la demolizione non sarebbe relativa a tutta la casa, ma solo a quella frazione costruita in difformità rispetto al permesso ottenuto dal Comune. I proprietari degli stabili in questione hanno, ora, novanta giorni di tempo per ottemperare all’ordinanza ricevuta. Qualora il termine dovesse trascorrere senza che l’abbattimento sia avvenuto, gli edifici verrebbero acquisiti al patrimonio del Comune, così come prevede la legge che regola la materia. Se questa ipotesi si dovesse verificare sarebbe poi l’ente a dover provvedere alla demolizione degli immobili abusivi, salvo poi rivalersi sugli ormai ex proprietari circa le spese sostenute per fare entrare in azione le ruspe.
Lo scorso anno solo in un paio di occasioni i proprietari di edifici abusivi avevano rispettato l’ordinanza ricevuta, provvedendo subito a demolire ciò che avevano costruito senza licenza, ed a ripristinare lo stato dei luoghi. Tutti gli altri, invece, non hanno ottemperato il provvedimento e le loro case sono state acquisite al patrimonio del Comune. L’ente, ora, è chiamato a decidere cosa fare degli edifici in questione e, soprattutto, quando dare corso alle demolizioni.
Si tratta di dati, sia quelli relativi all’azione posta in essere dalla polizia municipale, sia quelli del dipartimento Urbanistica e Gestione del Territorio, che rappresentano un ulteriore conferma al fatto che il “cemento selvaggio” è tornato ad essere una piaga per la “città del mare”. Fino a qualche anno fa, dopo il boom degli anni a cavallo tra gli ’80 e i ’90, sembrava che l’abusivismo edilizio fosse tramontato. Adesso, invece, dimostra di vivere una “seconda giovinezza”, purtroppo.

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