Centro storico, 15 milioni tornano a "casa"

Riassegnati i fondi sottratti lo scorso luglio. Zambuto: «Avevamo subito un furto. Quei soldi ci spettano»
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Sembravano soldi persi per sempre con grave danno per il progetto di recupero del centro storico di Agrigento. Ma il Tribunale amministrativo regionale ha disposto, con propria ordinanza, la sospensione dell'esecuzione della delibera della giunta regionale di Governo guidata da Raffaele Lombardo e che aveva ridotto da 20 a 5 milioni di euro, lo stanziamento dei fondi per intervenire sul rischio idrogeologico incombente sulla collina a monte della città dei templi dove ci sono sia la Cattedrale di San Gerlando ma anche l'intera area diocesana ed il centro storico di Agrigento.

Questi quindici milioni di euro erano stati sottratti alla tutela del territorio agrigentino per essere destinati a finanziare gli interventi di contrasto dei fenomeni di dissesto idrogeologico per i comuni della provincia di Messina colpiti dagli eventi meteorologici del 22 novembre 2011. A fronte di questa decisione dell’allora governo regionale, il Comune di Agrigento aveva deciso di opporsi, presentando un ricorso al Tar Sicilia chiedendo l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, della delibera regionale contestandone la legittimità per diversi motivi.

«Condividendo le censure proposte dal difensore dell'amministrazione comunale - commenta il sindaco Marco Zambuto - e per scongiurare la perdita di questo finanziamento da parte del Comune di Agrigento, il Tribunale amministrativo, ha accolto l'istanza cautelare da noi proposta ed ha pertanto sospeso l'esecuzione della deliberazione della giunta regionale del luglio scorso, condannando altresì l'amministrazione regionale ed i comuni contro interessati costituitisi in giudizio al pagamento delle spese legali.

Il territorio di Agrigento - continua il sindaco - può pertanto, allo stato, beneficiare dell'intero finanziamento a suo tempo disposto, pari a venti milioni di euro, con la conseguente opportunità di veder finalmente realizzati gli interventi necessari alla mitigazione del rischio idrogeologico ed alla messa in sicurezza degli immobili, anche di interesse storico, architettonico e religioso, insistenti sull'area diocesana del capoluogo agrigentino». E in attesa di iniziare i lavori, sono circa due anni che la Cattedrale è chiusa.

Alla fine del 2010 infatti, si era registrata una riproposizione del dissesto generale ed in particolare della collina con notevole incremento del quadro fessurativo sulle strutture e sulla scalinata del Duomo che hanno portato alla determinazione del Dipartimento citato di avviare, con somma urgenza, un progetto di puntellamento di alcuni elementi strutturali, intervento già eseguito. I tecnici avevano anche disposto un rilievo tridimensionale con laser-scanner della struttura muraria anche per rilevare e valutare le connessioni tra il quadro fessurativo e gli interventi invasivi effettuati nei vari anni.

Contemporaneamente era stato redatto un progetto di monitoraggio all’interno del Duomo di Agrigento per valutare l’evoluzione del quadro fessurativo anche al fine di valutare un’ulteriore soglia di allarme. Anche questo progetto è stato già eseguito.

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