«Cannatello, l’aria è troppo insalubre»: una fogna mette in subbuglio un rione

Protesta dei residenti, una cloaca a cielo aperto li ha costretti anche durante le feste ad abbandonare le case

AGRIGENTO. Vivere in compagnia di un orrido fiume nero che scivola silenzioso, ma maleodorante sotto casa. È la mala sorte di alcuni abitanti di Cannatello. Accanto alle loro case una fogna a cielo aperto la fa da padrona, costringendoli anche in queste recenti giornate festive ad abbandonare le abitazioni. «L'aria è irrespirabile. Se non sono capaci, Girgenti Acque o il Comune di far qualcosa, intervenga la Protezione Civile perché è una situazione allarmante. Viviamo come in un incubo da anni e ciò che ci fa dannare è che nessuno risponde alle nostre disperate richieste di aiuto. Ma come pensano di far vivere la gente accanto ad una fogna a cielo aperto? Non si rendono conto delle gravi responsabilità che hanno nei nostri confronti? Non sanno di mettere a repentaglio la nostra salute?». Sono questi i drammatici interrogativi di Gerlando Natalello, che vive a pochi metri dalla fogna da molti, troppi anni. Il presidente del comitato di quartiere, Renzo Marino, da tempo è in prima linea nella battaglia per chiedere la giusta attenzione: «Anche in questo periodo di Natale abbiamo chiesto l'intervento di Girgenti Acque e hanno fatto dei lavori sulla via dei Fiumi, ma non vediamo nessun risultato. Il problema della rete fognante non può andare avanti con la politica dell'emergenza, occorre una soluzione strutturale. L'inquinamento di cui si è parlato in questi giorni alle Dune dipende da quello che accade qua, da noi. Lungo tutto il Vallone Donna Cristina scorre la fogna a cielo aperto, che arriva sino a mare». La famiglia di Giovanni Domina deve chiudere porte e finestre perché il fetore in alcuni periodi è insopportabile: «Quando la sabbia intasa le pompe di sollevamento e queste non funzionano la situazione peggiora. I nostri bambini prima giocavano in un campetto che si trova vicino a questo lurido fiume nerastro, ma da tempo non li mandiamo più. Dovrebbero almeno ripulire il Vallone perché quando piove il fiume si gonfia, il livello si alza e i liquami arrivano anche dentro alcune case». Uno sciagurato evento che conosce molto bene il signor Gerlando Nobile. La sua casa è tutta prospiciente lungo la fogna a cielo aperto, da cui dista una trentina di metri: «Non possiamo vivere così. Abbiamo anche i topi in casa. La puzza è orrenda, di notte e di giorno. D'estate le zanzare ci assaltano. E' vergognoso questo disinteresse di chi dovrebbe farci vivere serenamente e invece non si cura di queste nostre difficoltà». Abita qui da molti anni anche il signor Francesco Alongi: «Negli anni Ottanta venne finanziata questa rete fognante dalla la via dei fiumi e doveva proseguire il lungo il Vallone Donna Cristina, e finire in un impianto di depurazione. Ma sono finiti i fondi, la rete è stata interrotta e così le acque nere dell'intera Cannatello si riversano in questo alveo naturale trasformandosi in fogna a cielo aperto».

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