Torre Macauda, si affida la gestione: tre società si propongono al giudice

Ad aspettare le decisioni, che dovrebbero arrivare entro un mese, 40 addetti impegnati da anni come stagionali

SCIACCA. Tre le offerte avanzate per la gestione dell'hotel Torre Macauda e si potrebbe andare a un affidamento dell'albergo non soltanto per pochi mesi, come avvenuto la scorsa estate. Sono queste le ultime notizie che emergono dalla vicenda che riguarda il futuro della struttura alberghiera e dei 40 lavoratori, stagionali, che vi operano e che aspettano di conoscere quale sarà la loro prospettiva occupazionale. L'albergo, attualmente, è chiuso e per assumere una decisione sulla gestione da parte del giudice dell'Esecuzione, Maria Cristina Sala, ci vorrà ancora almeno un mese. Intanto, all'offerta della "Salento Way", la società che ha gestito, per due mesi, durante la scorsa estate, la struttura alberghiera, se ne sono aggiunte altre due adesso al vaglio del giudice e del custode giudiziario, Calogero Cracò. Le offerte conterrebbero la disponibilità dei privati alla gestione, ma senza una quantificazione dell'offerta. Intanto, sono stati sgomberati dall'albergo i beni di proprietà delle società esecutate, la cooperativa Torre Macauda e la società Torre Macauda. Si tratta della cucina e di impianti che, comunque, chi otterrà la gestione potrà acquistare anche attraverso leasing. L'impressione è che si vogliano accorciare quanto più è possibile i tempi per garantire un futuro anche a breve termine alla struttura ricettiva. La vicenda è seguita con particolare attenzione dalla Cgil saccense, preoccupata anche per il mantenimento dei livelli occupazionali. Da parecchi anni l'albergo garantisce un'occupazione, sia pure stagionale, a 40 lavoratori. La situazione, però, è particolarmente complessa. Ci sono vari aspetti che necessitano di molta attenzione e, inevitabilmente, questo allunga i tempi per assumere le decisioni. Intanto, nell'ambito della procedura esecutiva a carico delle società proprietarie della struttura alberghiera, sono state già acquisite una cinquantina di unità abitative che erano in godimento della "Sghr". A Torre Macauda è arrivato l'ufficiale giudiziario. La "Sghr", società con sede in Puglia, ha gestito per alcuni anni la struttura, ma non avrebbe versato canoni d'affitto. A carico della "Sghr" è scattato anche un provvedimento di sequestro conservativo di beni per circa 2 milioni di euro. Il sequestro riguarda attrezzature, conti correnti, ma anche crediti vantati dalla società per il mancato pagamento di canoni di affitto e per avere occupato, per un certo periodo, la struttura alberghiera senza alcuna autorizzazione. La "Sghr" ha motivato il mancato pagamento con spese per manutenzione e condominiali sostenute durante gli anni di gestione della struttura.

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