Ribera, sfrattati in attesa di alloggi: un Natale «diverso» alle popolari

C’è attesa per le decisioni che dovrà assumere il neo governatore Crocetta
Agrigento, Archivio

RIBERA. Non sarà un Natale come tutti gli altri quello che nei prossimi giorni arriverà nella ”città delle arance” per le settantasei famiglie di largo Martiri di via Fani, che vivono momenti di angoscia per le condizioni strutturali dei loro edifici. Alcune, una ventina, già sono state destinatarie di ordinanze di sgombero per il pericolo di crollo degli immobili, realizzati con materiali scadenti alla luce delle perizie effettuate nei mesi scorsi, altre temono che lo stesso provvedimento potrà scattare nei loro confronti: lo direbbero i risultati delle indagini effettuate dai tecnici, secondo quanto emerso dal summit di sabato mattina nella sede dell’Avtr, dove si sono ritrovati inquilini, amministratori pubblici, personaggi della vita politica agrigentina, forze dell’ordin: questi andrebbero nella stessa direzione dei primi venti alloggi fatti sgomberare (ancora non tutti dal momento che alcuni residenti hanno serie difficoltà a trovare un alloggio dove trasferirsi con i familiari). Che sarà un Natale «diverso» lo si coglie soprattutto tra i diretti interessati, che aspettano delle risposte che ancora non arrivano. Intanto dopo l’incontro si registrano alcune prese di posizione, come quella venuta da padre Antonio Nuara, che per diversi anni è stato il parroco del quartiere interessato agli sgomberi, quello della chiesa di san Francesco di Assisi e da diversi mesi ormai nuovo parroco dell’Immacolata. ”Sono stato alla riunione per le case popolari - ha dichiarato il sacerdote, impegnato per anni in prima fila per il riscatto del quartiere di san Francesco di Assisi - Ci sono state promesse concrete. Farò tutta la novena pregando perchè non restino promesse. Gesù Bambino, pensaci tu”. La riflessione del parroco dell’Immacolata riflette un pò un pensiero corrente in città. Si spera che dalle «parole» si passi finalmente ai «fatti». «I politici - dice Angelo Renda - come visto nel corso dell’incontro di sabato, si sono svegliati. Ogni tanto si svegliano. Sarebbe più normale che lo facessero prima che i problemi diventano così stringenti». E perchè si passi ai «fatti» adesso gli occhi sono puntati verso la regione siciliana, che dovrebbe poter avere un ruolo per la soluzione del drammatico problema. Il nuovo governatore Rosario Crocetta sta seguendo la vicenda tramite i suoi emissari, arrivati in città, Gaetano Montalbano e il dirigente Giuseppe Spera, che sul tavolo gli porranno prestissimo la problematica dopo aver partecipato all’incontro di sabato. Si resta ora in attesa di un incontro che il sindaco Carmelo Pace ha richiesto per trovare il bandolo dell’ingarbugliata matassa.

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