Ipia Fermi, lettera di docenti e studenti «Troppe parole vuote e i disagi restano»

Documento di protesta a tre mesi dall’inizio delle lezioni e dalla chiusura
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Gli alunni e gli operatori scolastici tutti dell'Istituto professionale «Fermi» tornano ad esprimersi sulla situazione del loro istituto chiuso dopo una perizia che accerta il pericolo di crollo ed il continuo dibattito che la vicenda ha creato.
In una nota giudicano «deprimente», il botta e risposta dei politici «inconsapevoli, purtroppo, dei grandi disagi che vivono da quattro mesi , soprattutto da parte degli alunni costretti a frequentare la scuola di pomeriggio, partendo da casa al mattino e ritornandovi la sera».
«Sarebbe opportuno che, invece di polemizzare, si recassero di pomeriggio nella zona "Calcarelle" dove sono attualmente ospitati per rendersi conto della drammatica situazione che stanno vivendo al buio ed al freddo. Si prendano cura - si legge in una nota - se vogliono veramente il bene della scuola, di concorrere a risolvere questi tre problemi, posti in ordine di priorità ed emergenza.
Alunni e operatori scolastici hanno stilato un elenco delle cose fa fare
Innanzitutto - si legge nelle nota - «chiedere con il massimo dell'urgenza la consegna del CAP dell'ASI e preparare nel mentre il progetto per i lavori di ristrutturazione, in modo tale da potervi accedere nell'arco di qualche mese».
Poi - continua la nota - «mettere mano ad una piccola riorganizzazione della rete scolastica agrigentina, più volte sollecitata e che diventa il modo più solerte di assicurare di mattina un 'aula ad ogni classe dell'Ipia. Per fare ciò - scrivono docenti ed alunni - basta spostare il «Brunelleschi» al «Foderà», due scuole che nell'arco degli ultimi anni hanno perso oltre la metà delle classi in organico: un' operazione interna semplicissima, che doveva essere pensata e posta in essere ancor prima di chiudere l'Ipia e che avrebbe evitato tutti i guai finora subiti e sopportati».
Ed infine - si legge ancora nella nota - «mettere mano da subito a rendere sicuro il padiglione D, fermo da oltre due anni, con un progetto esecutivo già predisposto ed un finanziamento già disponibile».
«Se tutto ciò preoccupasse davvero la classe politica agrigentina forse non saremmo arrivati a questo disastro, con l'aggravante - scrivono ancora docenti ed alunni - che a molti ingegneri in servizio presso l'Ipia "E. Fermi " di Agrigento è sorto da tempo il sospetto che la scuola poteva non essere chiusa, considerato che fino ad oggi non ci sono né lesioni, né altri similari fenomeni statici che abbiano dato qualche sospetto della sua pericolosità».
«Ed allora, bando alle sterili polemiche, si cerchino subito le soluzioni alle questioni - conclude la nota - per fare in modo che, durante le prossime feste si proceda almeno al trasferimento della scuola "Brunelleschi" al "Foderà", ricongiungendole sotto un unico tetto come plessi coordinati, privilegiando, pertanto , il diritto allo studio degli alunni dell'Ipia, oltre che quello al lavoro di tutti i suoi dipendenti, piuttosto che gli interessi di qualche dirigente scolastico che pensa di avere più poltrone».

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