Emergenza rifiuti agli sgoccioli: accordo vicino tra Gesa e Catanzaro

A Licata e negli altri sei Comuni dell’Ato Ag3 la raccolta è già ripresa
Agrigento, Archivio

LICATA. A una svolta l’emergenza rifiuti nell’agrigentino. Nei sette Comuni dall’Ato Ag3 ieri, dopo cinque giorni di stop, la raccolta è ripresa e la spazzatura è stata conferita nella discarica di Gela. Per quanto riguarda la Gesa AG2 la ditta Catanzaro, titolare della discarica di Siculiana, si è detta pronta a valutare i piani di rientro del debito approvati dai Comuni che aderiscono all’Ato.

«Siamo stati costretti – spiega la ditta Catanzaro - a ricorrere a soluzioni drastiche visto il debito contratto dalla Gesa, che ammonta a 5 milioni e mezzo, e che mette a rischio lavoratori e famiglie della nostra società e dei nostri fornitori. Dopo numerosi solleciti e proroghe accordate a Gesa (tutte disattese) si è resa necessaria la risoluzione del contratto». Catanzaro però rileva che «visto quanto è emerso oggi (ieri ndr) al Dipartimento Rifiuti, siamo pronti a valutare le due proposte che Gesa ed i dirigenti dei Comuni interessati faranno pervenire insieme: il piano di rientro del debito passato e il pagamento del debito corrente».

Il dialogo dunque riprende e non è azzardato prevedere una soluzione, in tempi brevi, alla crisi degli ultimi giorni. A Licata, e negli altri sei Comuni in cui il servizio viene garantito dalla Dedalo Ambiente, ieri è ripresa la raccolta dei rifiuti che era stata sospesa domenica scorsa, quando l’Ato Ag3 era rimasto senza discarica. La ditta Catanzaro, infatti, dopo avere concesso numerose proroghe, ha chiuso i cancelli del sito di Siculiana in quanto non ha ottenuto riscontri circa la liquidazione del credito di oltre due milioni di euro che vanta con la Dedalo Ambiente. L’Ato è stato autorizzato a conferire a Gela perciò da ieri mattina gli operatori ecologici sono impegnati a liberare le sette città dal pattume.

Intanto a Campobello di Licata il sindaco Giovanni Picone, con un’ordinanza, fronteggia l’emergenza. A proposito della querelle con Catanzaro il primo cittadino ha rilevato che «i debiti sono dovuti in maggior misura ai mancati pagamenti delle somme da parte del Comune di Licata che detiene circa il 30 per cento del capitale della Dedalo».

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