Edilizia in crisi, report della Cassa edile: in 5 anni persi 1.580 posti di lavoro

Il presidente Luigi Costanza ha presentato i dati di uno studio che analizza il «tracollo» di un intero comparto

AGRIGENTO. Piove sul bagnato sia per le aziende che per i lavoratori del settore delle costruzioni in provincia di Agrigento. I dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio della Cassa Edile di Agrigento sono sconfortanti e danno l’idea di come un intero comparto sia ormai in uno stato di crisi perenne oltre che progressiva.

I dati presnetati in questi giorni infatti mettono a confronto gli ultim i cinque anni, dal 2008 ad oggi ed evidenziano come negli ultimi quattro anni le ore lavorate siano diminuite del 26 per cento, qualcosa come 1 milione e 300 mila di ore in meno. Scende anche il numero di operai impiegati nel settore calato del 19 per cento che, in valori assoluti significa che si sono persi 1.580 posti di lavoro. Il numero delle imprese è calato del 16 per cento, pari a 299 imprese scomparse e la massa salari è diminuita del 23 per cento, che corrisponde a 9 milioni e 500 mila di euro in meno.
Ma i dati raccolti dalla Ceama di Agrigento non si fermano qui e racocntano che in Sicilia, nel periodo gennaio-agosto 2012, si è registrato un calo del 41,78 per cento del numero di opere poste in gara rispetto allo stesso periodo del 2011 e dal 2007 al 2011 si è registrata in totale una flessione del 50 per cento del numero di bandi pubblicati e del 56 per cento degli importi posti in gara. Infine, dal 2008 fino allo scorso mese di giugno sono fallite 457 aziende edili e che hanno perso il lavoro 46.300 dipendenti diretti e circa 30.000 dell'indotto.

«Tra le cause della crisi edile - spiega il presidente della Cassa Edile di Agrigento Luigi Costanza - la crisi di liquidità delle imprese che è accentuata drammaticamente dal problema dei ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione e che assume dimensioni sempre più preoccupanti e sta mettendo fortemente a repentaglio la sopravvivenza di numerose aziende. Nel secondo semestre 2011 i tempi medi di pagamento dei lavori pubblici hanno raggiunto gli 8 mesi, con punte di ritardo superiori ai 24 mesi».

L'Associazione Nazionale Costruttori Edili -ANCE- ha collaborato con la Cassa Depositi e Prestiti per la creazione di un plafond di 2 miliardi di euro per finanziare le operazioni di sconto pro soluto dei crediti delle imprese. «Questa iniziativa - aggiunge Costanza - si sta però scontrando con la ritrosia delle banche verso questo strumento, ritardando la firma del Protocollo. Anche le misure previste dal Governo per accelerare i pagamenti stanno trovando ostacoli. L'obbligo di certificazione dei crediti verso gli enti locali è ancora, in attesa del decreto attuativo del Ministero dell'economia che non sembra imminente».  

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