Gli scarichi dei frantoi che inquinano: scoperti altri due casi

Sono stati portati alla luce, fra Burgio e Capo Rossello: il lido balneare di Realmonte

AGRIGENTO. Scarichi di frantoio che inquinano fiumi e mare. E' il tempo della svolta. Dopo la scoperta di metà mese, fatta dai carabinieri e dalla polizia provinciale, dell'oleificio che sversava ed inquinava la foce del fiume Naro, ieri, altri due casi sono stati portati alla luce, fra Burgio e Capo Rossello a Realmonte, rispettivamente dalla polizia provinciale e dal distaccamento Forestale di Agrigento. A Burgio, gli agenti della polizia provinciale - coordinati dal comandante Enzo Giglio, e gli uomini del nucleo ambientale coordinato dal maggiore Salvatore Lombardo - hanno individuato il presunto oleificio che, scaricando nel torrente Tina gli scarti della molitura delle olive, sarebbe la causa dell'inquinamento del fiume Verdura. I controlli, eseguiti dopo le denunce dell'associazione MareAmico, sono durati diversi giorni ed è stato necessario l'intervento di un escavatore per individuare il collettore abusivo collegato alla cisterna di contenimento delle acque di vegetazione. I proprietari del frantoio, ieri mattina, non risultavano essere stati denunciati alla Procura della Repubblica di Sciacca. Ma era soltanto una questione di tempo. «Ringrazio la polizia provinciale per il prezioso contributo che danno alla difesa del territorio - ha detto, durante la conferenza stampa convocata d'urgenza, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi - . Un primo successo lo si è avuto nella lotta alle plastiche da serra che venivano date alle fiamme con gravi danni all'ambiente. Oggi si è aperto un nuovo filone e gli uomini della polizia provinciale stanno controllando tutti i frantoi per scoprire chi e come inquina i nostri corsi d'acqua e il nostro mare". "Gli accertamenti - ha detto l'assessore all'Ambiente Schembri - continuano e segnaleremo ogni abuso». Uno sversamento irregolare è stato trovato, nei pressi di lido Rossello, anche dagli uomini del distaccamento Forestale di Agrigento, agli ordini del commissario Calogero Cammarata. La Forestale ha notato che un liquido di colore scuro, proveniente dal "Vallone Forte", si immetteva in mare nei pressi del lido Rossello. Dai prelievi effettuati è stato accertato che era dovuto ad un illecito sversamento di "acque di vegetazione" provenienti da un frantoio oleario sistemato a monte del corso d'acqua, sempre in territorio di Realmonte. Grazie ad accurate indagini, svolte sempre dal personale del corpo Forestale, si è arrivati all'identificazione del responsabile che è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria.

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