Ato rifiuti, la parola passa ai sindaci

Questo pomeriggio dovranno essere presentate le bozze dei singoli piani di rientro dai debiti accumulati nei confronti della società d’ambito
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Giornata campale quella di oggi, per la vertenza rifiuti nei 19 comuni ricandenti nell’Ato Ag2. Oltre all’incontro di questa mattina nell’aula Pellegrino dell’Ente Provincia, convocata per le 10, gli occhi di tutti sono puntati sull’assemblea dei sindaci soci in programma per le 16.30 quando gli amministratori comunali dovranno annunciare gli importi dei singoli Piani di rientro attraverso i quali si impegnano, ancora una volta, a pagare alla Gesa i debiti che hanno accumulato nei confronti della società d’ambito. Soldi che una volta, elargiti, permetteranno la continuazione del servizio attraverso il pagamento di somme alle imprese delle Rti che in caso contrario, hanno annunciato la rescissione del contratto il prossimo 12 dicembre. Le imprese hanno un credito nei confronti di Gesa, di circa 7 milioni e mezzo di euro e venerdì scorso hanno deciso di posticipare di una settimana circa la sospensione del servizio. Intanto, nel corso dell’incontro di venerdì pomeriggio al Dipartimento regionale per l’emergenza rifiuti, i sindaci hanno sostanzialmente dato la propria disponibilità a portare subito in Consiglio comunale i vari piani di rientro per ripianare i debiti con Gesa anche se molti di questi Comuni si trovano ad affrontare difficoltà economiche già per gestire l’ordinaria amministrazione, cosa questa che rende più difficile occuparsi anche di debiti extra seppur presenti da anni. Dal canto proprio, il soggetto attuatore per l’Emergenza, Maurizio Norrito e il dirigente Marco Lupo hanno aperto alla possibilità concreta che, laddove gli impegni dei sindaci verranno mantenuti, saranno fruibili le restanti somme previste dalla Circolare 2 del 10 novembre scorso che consentiranno nei mesi a venire di ripianare il debito. Infine, nelle more che le imprese vadano fino in fondo nell’intenzione annunciata di rescindere il contratto, la Regione ha allo studio, la possibilità di dare ai Comuni la facoltà di emettere delle ordinanze per assegnare singoli servizi ad imprese autorizzate ad effettuare la raccolta e lo smaltimento che potranno essere sia quelle attualmente appaltanti, sia altre che ne hanno i requisiti.

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