Licata, "Aumenti Imu troppo alti": commercianti e artigiani in rivolta

I rappresentanti delle due categorie produttive hanno deciso di scendere in piazza a breve
Agrigento, Archivio

LICATA. Sindaco ed assessori hanno ripetuto a lungo che “per continuare ad assicurare i servizi indispensabili alla cittadinanza era necessario portare al massimo le aliquote dell’Imu”, ma vallo a spiegare a commercianti ed artigiani i quali, a causa della crisi, hanno visto ridotti drasticamente gli affari ed ora sono alle prese con un “balzello” che si è rivelato pesantissimo. E’ per questa ragione che i rappresentanti delle due categorie produttive sono pronti a scendere in piazza per contestare gli aumenti.

Venerdì sera, nel corso di un’affollata assemblea, è stato stabilito di “dare vita ad una serie di, pacifiche, azioni di protesta e sensibilizzazione su di una questione che riguarda tutti i cittadini”. C’è anche chi si dice pronto a chiudere bottega a causa di tasse che, numeri di vendite alla mano, non è più in grado di pagare.

“Forse – hanno detto i commercianti nel corso dell’assemblea di venerdì – molti di noi sono ancora in grado di pagare l’Imu quest’anno, ma non potranno più versare al Comune quello dell’anno prossimo. Una cosa deve essere chiara: la crisi ha colpito soprattutto le categorie produttive e se alla sensibile riduzione delle vendite si aggiunge un aumento spropositato delle tasse, praticamente si stanno invitando commercianti ed artigiani ad abbassare le saracinesche delle rispettive attività”.

La data dello sciopero non c’è ancora, ma già venerdì sera è stato deciso di non far trascorrere molti giorni. Commercianti, artigiani, e con loro moltissimi cittadini, sono determinati a marciare contro le tasse comunali.

“Vogliamo far comprendere – hanno aggiunto alcuni rappresentanti degli artigiani licatesi – che la nostra non è cattiva volontà. Non ci stiamo impuntando contro i tributi, semplicemente non siamo in grado di pagarli. Non abbiamo più i soldi per onorare questi impegni, tanto vale consegnare le chiavi dei nostri negozi, e delle nostre officine, al sindaco Angelo Graci”.

L’amministrazione comunale, nei giorni scorsi, ha spiegato di essere stata costretta ad aumentare l’Imu, “considerato che la Regione ha tagliato di ben 1.300.000 euro i trasferimenti per il Comune”, ma i rappresentanti delle categorie produttive non entrano nel merito delle motivazioni dell’esecutivo. Semplicemente ribadiscono di non avere i soldi per sopportare ulteriori aumenti.

«Tra l’altro – concludono i commercianti – se è vero che il Comune userebbe queste entrate per assicurare i servizi, non bisogna dimenticare che se ognuno di noi ha meno risorse, l’economia cittadina si impoverisce ulteriormente».

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