La Caritas illustra le cifre della solidarietà "Aiutiamo ottomila famiglie a vivere"

Il direttore Valerio Landri fa il punto sullo stato di povertà di tanta e tanta gente meno fortunata in tutto il territorio

AGRIGENTO. Centottanta le famiglie sostenute, ad Agrigento. Settemila in tutta la provincia. La Caritas "tira" fuori i numeri della solidarietà. Cifre da capogiro che mettono in luce, in maniera netta e perentoria, lo stato di povertà di tanta e tanta gente meno fortunata in tutto il territorio. «Chiaramente - dice lo stesso direttore della Caritas, Valerio Landri - viene complicato tracciare una disamina in maniera precisa che rispecchia la situazione attuale. Però se prestiamo attenzione a questi dati viene fuori che su 7 mila famiglie aiutate, la Caritas dà assistenza a 20 mila persone. E che quasi quotidianamente si recano al Centro Ascolto di Agrigento 48 persone».

Ieri mattina, infatti, in un'apposita conferenza stampa è stato presentato il bilancio di missione 2011, alla presenza, tra gli altri, del direttore della Caritas, Valerio Landri e del direttore del settimanale cattolico agrigentino "L'Amico del Popolo", don Carmelo Petrone. La statistica più importante che emerge si riferisce all'80 per cento del bilancio della Caritas Diocesana utilizzato per interventi di beneficenza a sostegno delle nuove e vecchie povertà. Fondi provenienti, in particolare, dall'8 per mille.

Ecco tutte le cifre. La Caritas di Agrigento ha speso 469 mila euro per servizi ed interventi caritativi diocesani, 60 mila tra personale e ufficio. Quindici mila euro per progettazione 8 x 1000 diocesana, altri diecimila per microprogetti nei Paesi in via di sviluppo. E altri quarantamila euro suddivisi rispettivamente in fondi straordinari a enti terzi e progetti diocesani all'estero, in particolare in Tunisia e Tanzania. In aggiunta anche 35mila euro per la formazione e 5000 euro per le emergenze. Il tutto per una spesa complessiva a 634 mila euro.

«È abbastanza normale che - spiega Landri - i fondi provenienti dall'otto per mille devono essere destinati per opere e azioni caritative. Il nostro compito se non altro è quello, appunto, di stare vicino a chi vive una situazione poco favorevole». Il direttore della Caritas spazza via ogni dubbio sullo stato di crisi attuale che interessa tutto l'Agrigentino: «Certamente - dice - la povertà ad Agrigento e in provincia è aumentata, ed è anche, credo, sotto gli occhi di tutti. Purtroppo il dato che più rincresce sottolineare riguarda la nuova povertà. Persone che magari prima non necessitavano di un aiuto particolarmente importante, oggi, invece, sono costrette a rivolgersi alla Caritas e ai vari centri di ascolto perché il lavoro comincia a venire meno o perché comunque vivono una situazione non certo agiata che non dipende necessariamente dalla disoccupazione.

Ecco perché il nostro compito non è soltanto quello di intervenire a livello economico, ma diamo un aiuto concreto anche da un punto di vista psicologico perché ritengo sia molto importante dare una mano a chi non sta bene». Infine, un appello finale: «Noi, alla luce di questi numeri, - conclude Landri - vogliamo introdurre una riflessione che vorremmo estenderla a tutti affinché tutti noi possiamo abbandonare certi status e certi stereotipi prodigandosi, piuttosto, verso il prossimo e cercare di aiutarlo».  

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