Ato rifiuti, imprese pronte a fermarsi: la Gesa convoca i sindaci

Dalla prossima settimana possibile un nuovo stop alla raccolta e allo smaltimento nei 19 comuni della società
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Manca una settimana alla data prevista dalle ditte del Raggruppamento temporaneo di imprese che hanno in appalto il servizio dei rifiuti in 19 comuni della provincia, che lo scorso 22 ottobre, avevano annunciato l’intenzione di rescindere il contratto che gestiscono in regime di proroga per i forti debiti accumulatisi con la Gesa. Il prossimo 3 dicembre infatti, scadendo il servizio sostitutivo deciso dal soggetto attuatore per l’emergenza rifiuti della regione, Maurizio Norrito. A quella data, stante a quando annunciato dalle imprese, la raccolta si fermerà ad Agrigento e in altri 18 centri.

Della cosa si sta occupando in queste ore il commissario liquidatore di Gesa Teresa Restivo che ha convocato per domani e dopodomani i sindaci soci dell’Ato Ag2 per discutere sia dei piani di rientro sia dell’attuale situazione del comparto rifiuti. La Restivo ha inoltre convocato i rappresentanti dell’Iseda, quale impresa capogruppo Rti per un incontro che possa servire a scongiurar una crisi del settore.

«Non mi è possibile in alcun modo – ha spiegato il commissario – indire una nuova gara di appalto e questo in relazione alla normativa attuale visto che il prossimo 31 dicembre l’attività di gestione in regime di proroga dovrebbe cessare. A questo punto – aggiunge – qualora non vengano posti in essere ulteriori interventi sostitutivi da parte del Soggetto Attuatore, l’unica soluzione appare che nell’ipotesi in cui le imprese non facciano marcia indietro, i sindaci provvedano ai sensi di quanto previsto dall’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006 che prevede che il sindaci possano emettere, nell'ambito delle rispettive competenze, ordinanze contingibili ed urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente».

La Gesa dunque, pur contestando la fondatezza delle motivazioni delle imprese sulla rescissione del contratto, invita le stesse a proseguire il rapporto di lavoro. «Si confida nella prosecuzione del rapporto - conclude la restivo - che è sempre stato improntato alla massima collaborazione che ha evitato una rigorosa reciproca verifica dell’esatto adempimento di tutte le clausole previste dal contratto e dal capitolato speciale d’appalto».

Intanto tutti i sindacati continuano a chiedere a gran voce che il prefetto di Agrigento Ferrandino si occupi della vicenda, convocando un tavolo tecnico. «Per noi – ribadiscono Alfonso Buscemi, Mario Stagno e Giovanni Manganella di Cgil, Cisl e Uil – è fondamentale un’interlocuzione urgente con il Governo e in questo caso col prefetto di Agrigento per evitare che si arrivi a situazioni degeneranti come quelle verificatesi solo qualche settimana addietro e prima ancora a settembre con la raccolta ferma per quasi due settimane».

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