Troppe aggressioni di cani randagi: ora la gente non nasconde la paura

Tre giorni fa un pitbull ha azzannato una ventenne provocandole ferite non gravi ad un braccio
Agrigento, Archivio

LICATA. In città adesso c’è grande preoccupazione per le aggressioni dei randagi che si fanno sempre più numerose. A far scattare l’allarme è stata l’aggressione subita tre giorni fa parte di una ragazza di 20 anni che, mentre stava tornando a casa, è stata azzannata per strada da un molosso, un incrocio tra un pitbull ed un rottwailer. Per fortuna alcuni passanti sono intervenuti subito e sono riusciti a fare allontanare l’animale, poi recuperato dai gestori del canile municipale. La ventenne ha riportato solo dei tagli al braccio, provocati dai denti acuminati dal cane, ed al pronto soccorso del San Giacomo d’Altopasso le hanno applicato alcuni punti di sutura e l’hanno dimessa. Ma negli occhi di tutti ci sono anche le due precedenti, gravissime, aggressioni. Nello scorso inverno, come si ricorderà, un cane di grossa taglia aggredì una bambina che venne salvata dalla madre. La donna si mise in mezzo per soccorrere la piccola. Vi riuscì, ma a costo di profonde ferite provocate dall’animale. Successivamente un anziano venne aggredito da alcuni cani nel giardino di casa sua. In quel caso venne salvato da un finanziere che si trovava a passare nella zona insieme alla figlia. Ma il pensionato riportò ferite gravi e si riprese solo dopo una lunga convalescenza. Alcune altre aggressioni, meno gravi, si sono poi registrate negli ultimi mesi.
Adesso la gente ha paura e non ha nessuna difficoltà ad ammetterlo.
“Temiamo – dice un pensionato di 70 anni che risiede nella periferia cittadina – nuove aggressioni. Purtroppo notiamo tanti randagi per strada e, a nostro modo di vedere, soprattutto quando sono in branchi rappresentano un serio pericolo”.
In città il servizio di accalappiacani c’è, e funziona. E’ gestito dall’associazione di volontariato “I Delfini”, ma i posti a disposizione nel canile municipale di contrada Pezza sono esauriti da tempo. I volontari, perciò, intervengono nei casi in cui vengono segnalati randagi malati o pericolosi.
Il giorno successivo all’aggressione della ventenne ad occuparsi della questione è stato anche l’assessore comunale alla Sanità, Roberto Alaimo, il quale già in precedenza aveva stigmatizzato quanto stava accadendo.
“Anche noi – ha affermato – siamo preoccupati per quanto verifica e, nei limiti del possibile, stiamo tentando di porre in essere delle soluzioni. Il problema dei randagi, ovviamente non solo a Licata, rappresenta però una questione complessa e non ci sono rimedi immediati”.

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