Italkali, nuova location per la Kainite Cgil: «Non si può fare a Realmonte»

La società ha chiesto al consiglio comunale la concessione di 246 mila metri quadri di terreni per la produzione

REALMONTE. Torna d’attualità il progetto per la produzione della Kainite da parte dell’Italkali dopo che la società, ha fatto sapere di avere apportato una variante alla location rispetto al progetto originario che prevedeva, appunto, la localizzazione di tutti gli impianti di superficie nell’area industriale di Porto Empedocle, spostando il tutto a Realmonte in zone che sono di interesse turistico e paesaggistico.
Una decina di giorni addietro infatti, l’Italkali, ha chiesto al Comune, in forma burocratica, l’espropriazione di 246.900 metri quadrati di territorio di Realmonte per impiantarvi condotte, stabilimenti, vasche, disoleatori, centrale elettrica, laboratori chimici oltre all’uso delle esistenti reti stradali e fognarie. La cosa non è però passata inosservata alle organizzazioni sindacali che non erano state informate delle nuove proposte dell’Italkali. Lo Spi-Cgil ad esempio, ha organizzato e coordinato un’assemblea cittadina convocata da Paolo Cottone, alla camera del lavoro di Realmonte, coinvolgendo anche i pensionati della Cgil e il segretario provinciale Piero Mangione.
«L’assemblea – ha spiegato Cottone - partecipata anche da lavoratori e cittadini che erano venuti a conoscenza della riunione dei pensionati, non ha espresso titubanze o perplessità, non ha parlato di misure compensative, tra l’altro inesistenti perchè non offerte, ma ha considerato inaccettabile la richiesta dell’Italkali perchè essa risulta in contrasto assoluto con la vocazione della cittadina, con la sua economia e con il suo progetto di sviluppo fondato sull’accoglienza turistica, con la valorizzazione ulteriore dell’attrattività del paesaggio e dei luoghi che dal belvedere arrivano al mare e delle spiaggette e cale che dalla Scala dei Turchi arrivano ben oltre il suo territorio».
Per il sindacato il progetto kainitico che si utilizza per la produzione di fertilizzanti potassici, va, comunque, realizzato.
Ma, ribadisce la Cgil, nella sua stesura originaria che prevedeva a Realmonte solo l’estrazione del minerale ed all’ASI di Porto Empedocle tutto il resto.
«Volere fare di un’area con un sì alto potenziale di sviluppo turistico – conclude Piero Mangione - un sito industriale appare una cosa non solo non condivisibile e , comunque, non condivisa, ma priva di un minimo di buon senso: tuttavia il diritto di decidere spetta ai cittadini. Ed al Consiglio comunale il dovere di accoglierne la volontà».

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