Rifiuti, le imprese pronte a lasciare

Il regime di «emergenza» firmato dal soggetto attuatore Norrito, scade il 2 dicembre prossimo. Da quel momento il servizio è a rischio
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Non c’è pace per il comparto dei rifiuti dell’Ato Ag2. Dopo l’emergenza conclusasi solo alla fine della scorsa settimana, ieri mattina sul tavolo del commissario liquidatore, Teresa Restivo, è arrivata un’altra grana. Il raggruppamento temporaneo di imprese, composto da Iseda, Sap, Ecoin, Icos e Seap ha notificato infatti, la decisione di proseguire con i passaggi per la risoluzione del contratto di appalto, che gestiscono in regime di proroga. Un’interruzione dunque di un pubblico servizio che potrebbe avvenire già il 2 dicembre prossimo, alla scadenza dei 22 giorni di «regime di emergenza» disposto al soggetto attuatore Maurizio Norrito, nella trattativa che ha permesso la ripresa della raccolta dei rifiuti nei 19 comuni dell'Ato Ag2, a seguito dello sciopero degli operatori ecologici.

«Ci accingiamo - scrive nel documento l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi - ad adottare tutti gli atti e le condotte necessarie per la cessazione del servizio e l’inizio dell’azione giudiziaria tendente ad ottenere il pagamento dei crediti maturati e il risarcimento dei danni nei confronti di Gesa».

Le imprese vantano crediti per prestazioni contrattuali che sostengono essere di 11 milioni e 798 mila euro mentre secondo Gesa, le cifre non superano gli 8 milioni di euro. Ma qualsiasi siano le cifre, esiste comunque il problema legato all’interruzione del servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura ad Agrigento e in altri 18 centri che ripiomberebbero in un attimo in una situazione di emergenza.

«La decisione delle imprese - spiega il commissario Restivo - ci coglie abbastanza di sorpresa in considerazione del fatto, che pensavamo che i contenuti della nuova circolare n. 2 della Regione Siciliana che prevede lo stanziamento di somme per il comparto rifiuti, avrebbe potuto far desistere le ditte dall’interruzione del servizio e dal conseguente licenziamento di centinaia di persone. Pur non di meno, sia Gesa che il soggetto attuatore Norrito hanno incaricato i rispettivi uffici legali di esaminare la questione e capire cosa fare e come muoversi».
A questo punto bisogna capire cosa ne sarà dei lavoratori delle imprese ammesso che si andrà avanti fino alla fine.

Nella lettera notificata a Gesa venerdì 16 novembre, non si accenna ad eventuali licenziamenti o mobilità dei quasi 400 operai. Due settimane addietro a «salvarli» fu la Regione che con la precettazione ha di fatto sospeso le procedure mentre adesso bisognerà capire cosa succederà anche se comincia ad essere chiaro che la parola «emergenza» fa comodo a tanti. Non a tutti ma a tanti.  

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