La speranza si chiama Maria Sofia: il suo midollo per salvare il fratello

La battaglia di una coppia a Sciacca: ora il traguardo è il trapianto
Agrigento, Archivio

SCIACCA. Si chiama Maria Sofia, è nata ieri mattina a Genova e pesa 2 chili e 900 grammi. Con lei è nata anche la speranza di vita per il fratellino, Davide, di 10 anni, il bimbo di Sciacca affetto da una grave malattia genetica, l'anemia di Fanconi. Ormai da due anni Davide viene sottoposto a trasfusioni, è debilitato, ma vuole farcela e adesso per lui l'attesa durerà ancora una ventina di giorni. Riceverà, infatti, il midollo dalla sorellina appena nata. Gisella Dimino ha partorito all'ospedale San Martino del capoluogo ligure. Accanto a lei il marito, Pippo D'Aleo, che non la lascia un attimo. Il pescatore di Sciacca ha abbandonato il lavoro e, assieme alla moglie, casalinga, ha un solo obiettivo nella vita: salvare Davide. Gisella Dimino ha effettuato la fecondazione assistita con diagnosi pre impianto che in Italia è vietata dalla legge. Solo la diagnosi prenatale avrebbe dato la certezza che anche un secondo figlio della coppia, non fosse affetto dalla terribile anemia. Per questo i D'Aleo si sono recati a Bruxelles. Da oltre un anno i coniugi D'Aleo si muovono tra il Gaslini di Genova, per ulteriori accertamenti ai quali è sempre sottoposto il bambino, e il Belgio. Da Sciacca e da molte altre città della Sicilia è arrivata una grande solidarietà per questa famiglia. Sono stati raccolti ben 50 mila euro. Le iniziative si sono susseguite a gran ritmo. In campo le istituzioni locali, associazioni culturali, gruppi sportivi, ordini professionali, stampa, ma anche categorie produttive. Aperti un conto corrente bancario e uno postale dove sono confluiti i contributi. Tutti uniti per i D'Aleo, per salvare il piccolo Davide.
«Adesso abbiamo vinto una battaglia, ma ci attende l'ultimo traguardo, quello più importante - dice, al telefono, da Genova, Pippo D'Aleo - che è quello del trapianto. La bambina sta bene e anche Davide, che è qui con noi, segue tutto con molta attenzione». Le condizioni di salute del piccolo vanno avanti ormai da tempo tra alti e bassi. «Lui è pienamente consapevole di quello che dovrà avvenire adesso - dice Pippo D'Aleo - e che sarà la sorellina a donargli il midollo visto che non è stato trovato un donatore compatibile. Ringrazio tutti quelli che ci vogliono bene e che ci seguono con amore». Un appello alla mobilitazione per Davide è stato lanciato, lo scorso anno, anche da Tele Giornale di Sicilia durante la trasmissione «Tgs Studio-Stadio». L'ematologo saccense Lillo Ciaccio è sempre stato un punto di riferimento per i D'Aleo, li ha sostenuti ad andare avanti.
«Questo è un grande risultato della medicina - afferma Ciaccio - quando funziona ai massimi livelli. Mi auguro che in futuro la fecondazione assistita con diagnosi pre impianto possa essere effettuata anche in Italia in modo da non esporre la gente ai disagi che comporta un'assistenza medica all'estero». Durante i mesi nei quali è rimasto in Sicilia Davide è stato assistito, a Palermo, dal dottore Piero Farruggia. «C'è stata una grande sensibilità della gente - dice Tony Russo, presidente di Sciaccarte, una tra le associazioni scese in campo nel centro termale - perché questo bambino è stato considerato figlio di un'intera città e non solo visto che aiuti sono arrivati anche dal territorio e da altri centri siciliani».
Particolarmente toccanti le frasi scritte in alcune lettere inviate a Davide da bambini delle scuole elementari di Sciacca, suoi coetanei, che lo invitavano a «non mollare mai» e «ad andare avanti per tornare presto a giocare ed a sorridere». Anche dalle scuole sono arrivati aiuti alla famiglia D'Aleo. Un'attenzione, con gesti concreti, che è cresciuta soprattutto quando, sul circuito internazionale, non è stato trovato alcun donatore di midollo compatibile. E allora per salvare il bambino e fare in modo che la grave insufficienza midollare non lo portasse alla morte, in tanti hanno voluto aiutare i D'Aleo a sostenere le spese necessarie per una permanenza, in Belgio e in Francia, che ormai va avanti da oltre un anno. Appresa la notizia della nascita di Maria Sofia il sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola, e il presidente del consiglio comunale, Calogero Bono, hanno inviato un telegramma di felicitazioni alla famiglia D'Aleo, ricordando che in città c'è stata una mobilitazione generale in favore del piccolo. Adesso inizia l'attesa per il trapianto. «Tra venti giorni, un mese al massimo - dice Pippo D'Aleo - come ci è stato confermato anche ieri quando sono stati effettuati ulteriori accertamenti, il trapianto potrà essere effettuato. Noi siamo pronti, abbiamo fatto tutto il possibile e adesso preghiamo perché tutto vada per il verso giusto. Vorremmo tornare, tutti e quattro, a Sciacca ancora più felici di come siamo oggi che è già un grande giorno per la nostra famiglia e in particolare per i due bambini». E Sciacca aspetta questo giorno perché ieri, con Maria Sofia, è nata la speranza.  

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