«Inquina il mare», denunciato oleificio

I carabinieri sono risaliti agli autori della gigantesca macchia nera comparsa nel litorale di San Leone, dove confluisce il fiume Naro
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. La gigantesca macchia nera nel tratto di mare in cui sversa il fiume Naro che si propagava verso le spiagge di San Leone, non è passata inosservata ai carabinieri. I militari dell'Arma del nucleo investigativo di Agrigento sono riusciti ad individuare il punto esatto di provenienza dei liquami. Si tratta di scarichi attribuibili ad un frantoio. Due le persone, entrambi di Favara, che sono state denunciate, in stato di liberà, alla Procura della Repubblica.
Dopo la segnalazione di MareAmico ed il tam tam di denuncia su Facebook e dopo che della notizia dell'ennesimo, evidentissimo, episodio di inquinamento ambientale si sono occupati anche i mezzi di informazione, i carabinieri - raccogliendo di fatto le tante di richieste di intervento dei cittadini - hanno realizzato una serie di controlli lungo la fascia costiera Agrigentina. Controlli eseguiti anche con servizi di osservazione dall'alto. Le indagini hanno dunque preso le mosse da quell'evidentissima macchia nera rilevata nel tratto di mare in cui sversa il fiume Naro. Risalendo verso l'interno, i militari dell'Arma sono riusciti ad individuare il punto esatto di provenienza dei liquami. Nessun dubbio, per i carabinieri, che si tratti di scarichi provenienti da un frantoio. Ma a dare conferma alle ipotesi di reato ipotizzate ci penseranno i risultati delle analisi di laboratorio dell'Arpa, interessata dopo i preliminari sopralluoghi con i militari specialisti del nucleo operativo Ecologico di Palermo.
La titolare dell'oleificio, una donna di 52 anni, ed il gestore, di 55 anni, entrambi favaresi, sono stati denunciati, a piede libero, alla Procura della Repubblica di Agrigento per "scarico di acque derivanti dalla lavorazione della molitura di olive direttamente nel corso d'acqua localizzato vicino al frantoio", nonché "per avere depositato, sempre illecitamente, i residui del processo di lavorazione delle olive in un terreno limitrofo".
Nell'ambito dell'operazione ambientale, i carabinieri hanno posto sotto sequestro la condotta abusiva utilizzata per lo scarico delle acque ed il piazzale con la "sansa vergine" generata dalla struttura produttiva.
Le indagini, anche nell'attesa dei risultati degli esami di laboratorio dell'Arpa, però proseguono.
La "misteriosa", nera, macchia che s'allargava ed abbracciava fiume Naro, la prima volta, era stata segnalata a fine ottobre. Poi era, del pari misteriosamente, scomparsa. Ma una decina di giorni dopo s'era ripresentata e l'associazione MareAmico l'aveva, ancora una volta, segnalata, evidenziando anche "che nella zona erano stati sversati scarti di produzione di olio". Associazioni, ambientalisti e semplici cittadini hanno, pertanto, invocato maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine. Controlli, che seppur difficili, sono arrivati grazie ai carabinieri del nucleo investigativo di Agrigento che sono riusciti, risalendo verso l'interno, a localizzare il presunto punto esatto da dove originava l'inquinamento ambientale.

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