Sciacca, appalto per il quarto circolo didattico

Aggiudicata ieri sera alla ditta «Fallea» di Favara la realizzazione dell’impianto antincendio, ultimo intervento per riaprire la struttura

SCIACCA. Definita, ieri pomeriggio, con l’aggiudicazione dei lavori, la gara d’appalto per l’impianto anticendio del plesso Rione Marina del quarto circolo didattico. I lavori, per un importo a base d’asta di circa 34 mila euro, sono stati aggiudicati alla ditta Fallea di Favara che ha praticato un ribasso di poco inferiore al 24 per cento. Undici le ditte partecipanti alla gara, una delle quali è stata esclusa. Seconda migliore offerta è stata quella presentata dall’impresa di Sciacca di Rosario Cantone.

Questi lavori, che dovranno essere completati in un tempo massimo di 45 giorni, secondo quanto previsto dagli uffici del Comune, sono al centro dell’attenzione ormai da parecchio tempo. Si tratta, infatti, dell’ultimo intervento necessario per garantire la riapertura della scuola dove, negli ultimi tre anni, sono già stati aperti due cantieri per manutenzioni e adeguamenti. La settimana scorsa alunni e genitori si sono recati a palazzo di città dove hanno protestato e poi incontrato il sindaco e altri aministratori per sollecitare la riapertura della struttura il 7 gennaio del prossimo anno, dopo le vacanze natalizie. Il sindaco non ha assunto impegni su questa data in attesa dell’espletamento della gara.

Ieri sera il dirigente del settore Patrimonio, Aldo Misuraca, ha confermato che, se non sorgeranno intoppi, i lavori potranno essere completati anche prima del termine ultimo previsto. La ditta potrebbe mettersi al lavoro già nelle prossime ore. Oggi, intanto, è previsto il collaudo delle opere già realizzate. Le 13 classi del quarto circolo del plesso di via Modigliani sono state trasferite, ormai da tempo, in una struttura di via Sarno non adeguata e nel plesso Fazello. In un comunicato stampa il personale in via Modigliani auspica che gli alunni possano tornare al più presto in questa sede «e possano ritrovare il senso di appartenenza alla propria comunità scolastica che per i bambini è la prima forma di sperimentazione della cittadinanza».

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