Racalmuto, comunali al lavoro gratis: dopo gli assalti la scuola riapre subito

Trentasei ore d’anticipo sui tempi previsti. Operai in straordinario, ma a titolo volontario
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. L’onta del vandalismo è stata cancellata. Con un lavoro sinergico, per certi aspetti massacrante, e totalmente gratuito, gli operai del Comune e il responsabile dell’Utc Franco Puma sono riusciti con 36 ore di anticipo, rispetto al previsto, a riportare a normalità la scuola elementare Generale Macaluso, aula-museo dedicata allo scrittore Leonardo Sciascia compresa. Oggi, pertanto, l’edificio riaprirà e si farà lezione regolarmente. Perché Racalmuto, lo insegna la sua stessa storia, è capace di reagire a qualunque infamia e riparte sempre dal suo stesso fulcro vitale: la cultura. Oggi, dunque, si farà lezione. Senza traumi, senza pietismi per quanto di devastante è accaduto: quattro scuole prese d’assalto contemporaneamente e l’indomani il blitz anche nell’aula in cui insegnò lo Sciascia maestro.
Gli operai del Comune, sabato pomeriggio ed ieri si sono sbracciati e formando quasi una catena umana hanno abbracciato, ripulendolo da cima a fondo, l’istituto scolastico. «Tutto lavoro volontario – ha tenuto a precisare ieri il prefetto Filippo Romano, membro della commissione prefettizia che governa il paese, assieme ai prefetti Enrico Galeani ed Emilio Saverio Budda, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose -. Tutto lavoro gratuito che ci ha consentito di revocare l’ordinanza di chiusura e far riprendere oggi stesso le attività didattiche». Gli impiegati del Comune lo sanno bene. L’ente non naviga affatto in buone acque. I commissari, in cassa, non hanno un centesimo di euro e stanno faticando, non poco, per chiudere un bilancio che scongiuri il dissesto finanziario. Ecco perché hanno lavorato ore ed ore, come straordinario, ma a titolo completamente gratuito. «Fra 10 mesi – ha aggiunto il prefetto Romano – Racalmuto avrà il suo sistema di videosorveglianza e i primi obiettivi sensibili che verranno tutelati e salvaguardati saranno proprio le scuole. Non possiamo fare altro. Abbiamo soltanto tre vigili urbani e non abbiamo i soldi per pagare loro lo straordinario per una eventuale vigilanza notturna». I docenti e la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Macaluso, Rosa Pia Raimondi, intanto stanno preparando striscioni e cartelloni. Nei prossimi giorni, giusto il tempo di organizzarla, dovrebbe tenersi una plateale marcia per condannare – altrettanto platealmente – gli atti vandalici che le scuole di Racalmuto hanno subito.
Intanto, attenzioni e speranze – affinché qualcosa possa davvero cambiare in quello che una volta fu il «paese della ragione» – sono puntate tutte sulla riunione tecnica che si terrà mercoledì in Prefettura. «Abbiamo sottovalutato le bravate dei ragazzi», ha commentato, lapidario, l’arciprete del paese, don Diego Martorana. Giovani del 2012 che sembrano gli stessi di quelli descritti da Leonardo Sciascia in «Le parrocchie di Regalpetra»: «Trenta ragazzi che non possono star fermi, che chiedono la correzione manuale … e mi portano allegri il bastoncino di mandorlo perché me ne serva sulle loro spalle; e vengono anche le mamme a raccomandarmi che li raddrizzi a botte, i loro figli – son legni storti, il timore ci vuole...». «Neanche un gruppo di giovinastri – ha detto il colonnello Riccardo Sciuto, comandante provinciale dell’Arma, si può permettere di disturbare il cammino di un paese che sta cercando di risalire la china».

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