Piove, il Villaggio Mosè diventa un lago

Architetti e ingegneri che abitano nel quartiere commerciale, offrono collaborazione per risolvere i problemi delle continue inondazioni
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Piove e tutte le volte che accade, Villaggio Mosè, sembra venire investito da uragani tropicali. Strade allagate, fango, condotte idriche in tilt trasformano il quartiere commerciale di Agrigento, rendendolo impossibile da attraversare e fruire. Una storia che va avanti da sempre e della quale hanno deciso di occuparsi sei professionisti, tra architetti e ingegneri che hanno presentato all'Amministrazione comunale, una serie di proposte per evitare lo scempio continuo.
«Il Comune - spiegano gli ingegneri Emilio Argento, Epifanio Bellini, Giuseppe Patti, Giuseppe Riccobene e gli architetti Silvia Licata e Danilo Verruso - deve attivarsi per reperire le somme necessarie facendo eventualmente ricorso a una parte dei 6 milioni di euro già stanziati per il rifacimento delle strade cittadine o alle risorse che la Protezione Civile potrà garantire. Quest'ultima ipotesi, anche in funzione dei danni che sarebbero causati da eventi atmosferici aventi maggiore intensità rispetto a quelli appena trascorsi e per i quali la Protezione Civile sarebbe comunque chiamata ad intervenire».
In particolare, i tecnici, liberi professionisti e impiegati, si sono occupati dei problemi del Villaggio Mosè correlati al deflusso e allo smaltimento delle acque piovane anche a seguito di eventi anche modesti come quelli del 26 ottobre scorso eseguendo un sopralluogo lungo il Viale Leonardo Sciascia e la Via dei Fiumi. «Preliminarmente - spiegano - va stigmatizzata la pratica, lungamente attuata da parte dell'Amministrazione Comunale, di procedere al rilascio di concessioni edilizie in aree urbanisticamente edificabili, ma prive delle necessarie opere di urbanizzazione primaria a carico del Comune che dovrebbero sempre essere realizzate prima, piuttosto che affidarne all'iniziativa privata la realizzazione, sempre parziale e comunque priva di una progettazione d'insieme che le renda congrue ed efficaci. Il risultato oggettivo di tali atti amministrativi è la realizzazione di reti aventi diametri insufficienti per le vaste aree drenate e comunque prive di opere di raccoglimento e convogliamento delle acque nei valloni naturali. La presenza, inoltre, di edilizia abusiva, talora posizionata lungo gli impluvi naturali, così da modificarne o interromperne il corso, causa ulteriori danni e preoccupazioni». I sei professionisti propongono dunque la realizzazione del sistema di raccoglimento delle acque meteoriche lungo il Viale Leonardo Sciascia mediante un idoneo canale di gronda e la realizzazione, in aggiunta alla rete esistente ma evidentemente insufficiente, di canale di scolo sul lato idraulico sinistro della Via dei Fiumi e fino alla confluenza con la linea d'impluvio naturale, dove peraltro attualmente confluisce la rete esistente. Sollecitata infine una programmazione tempestiva, entro la prima metá di settembre, della pulizia dei tombini e delle caditoie esistenti per mantenerne l'efficacia, mediante l'impiego personale adeguatamente formato e l’ingiunzione ai proprietari dei terreni prospicienti strade pubbliche alla realizzazione di cunette di raccolta connesse alle reti pubbliche di smaltimento e muretti a secco per il contenimento dei detriti.

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